Il sit-in della comunità islamica davanti al Comune (foto Valtriani)
Il sit-in della comunità islamica davanti al Comune (foto Valtriani)

Pisa, 13 luglio 2019 - E' in corso davanti al palazzo del Comune di Pisa il sit-in della comunità islamica locale per chiedere all'amministrazione il ritiro del diniego a costruire la moschea nel quartiere di Porta a Lucca, a cento metri in linea d'aria dalla Torre di Pisa e dalla Cattedrale. Oltre duecento persone di fede islamica appartenenti a 27 comunita' espressione di 27 Paesi si sono radunate questo pomeriggio esibendo cartelli in italiano e in arabo con gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione, nei quali si fa riferimento alla liberta' di culto. Fra i cartelli anche accuse di islamofobia all'indirizzo dell'amministrazione cittadina guidata da centrodestra.

La protesta segue alla recente bocciatura, da parte dell'amministrazione, della richiesta a costruire avanzata dalla comunita' islamica e al parere della Soprintendenza locale che, a maggio, aveva annullato in auto-tutela il proprio precedente parere favorevole. Il diniego a costruire e' motivato dalla necessita' di approvare una nuova variante urbanistica che prevede la creazione di parcheggi proprio nella zona prescelta per la moschea e collegati alla ristrutturazione dello Stadio. A guidare il sit-in, ancora in corso, aperto dalla lettura di alcuni versetti del Corano in arabo, e' Mohammad Kahlil, presidente della comunita' islamica di Pisa che ogni venerdi' si raduna in preghiera negli spazi concessi dall'Universita' di Pisa e che, nel 2012, aveva acquistato il terreno per il quale, l'amministrazione Pd, aveva approvato una variante urbanistica che lo trasformava in luogo di culto. Da un anno, da quando a Pisa governa il centrodestra, la questione moschea si e' riaccesa: nel programma elettorale dell'attuale sindaco leghista Michele Conti il "no alla moschea a Porta a Lucca" e' uno dei punti cardine.

"Il Comune ci ha costretti ad arrivare a questo punto - ha esordito Kahlil - . Ci hanno fatto finire la pazienza. L'iter per la costruzione della moschea, un luogo unitario di preghiera che riunisca le diverse comunita', era gia' travagliato. Ma adesso il Comune ci nega il permesso nascondendosi dietro motivi politici e non tecnici, come vogliono farci credere. Nella nostra citta' sono presenti tutte le religioni con una sede dignitosa: perche' a noi viene negata? Questa e' islamofobia". E ancora: "Nel programma del sindaco Conti la questione moschea era sotto la voce 'sicurezza e legalita'', non sotto 'urbanistica'. Questa giunta, lo dico con amarezza - ha concluso Kahlil -, tratta la comunita' musulmana come se fosse composta da delinquenti che provocano danni alla citta'. Ma noi siamo cittadini Italiani. Non molleremo. Andremo avanti per far valere il nostro diritto garantito dalla Costituzione". Presenti al sit-in diversi esponenti delle forze politiche di centrosinistra. Il sindaco Conti, per il momento, preferisce non commentare.