GABRIELE MASIERO
Cronaca

Presidenza del Verdi. Stallo su Magnani. L’incarico può saltare per la legge Severino

Ma anche la politica si oppone, la Lega non ci sta e attacca "E’ una persona di qualità, ma non è in quota al nostro partito". Sulle barricate anche Martinelli: "Modo di operare contrario alla città".

Pierpaolo Magnani

Pierpaolo Magnani

Pisa, 10 luglio 2024 – La nomina di Pierpaolo Magnani alla guida del teatro potrebbe saltare per ragioni tecniche, oltre che politiche. Stando ai rumors, infatti, l’ex assessore non può assumere l’incarico in ossequio alla legge Severino che stabilisce l’inconferibilità a chi ha avuto incarichi apicali nella pubblica amministrazione nell’anno precedente: Magnani, assessore alla cultura uscente fin al voto del 2023 non avrebbe dunque i requisiti per assumere la presidenza. Senza contare, comunque, che, in seguito alla rinuncia di Susanna Ferulli, il consiglio di amministrazione manca di un componente e al momento non ne sarebbero stati individuati di nuovi. Da Palazzo Gambacorti non arrivano comunicazioni ufficiali e già questa è una prima conferma dell’impasse che si è creato. Intanto, non si placano le polemiche politiche.

Come anticipato ieri da La Nazione, oltre a Forza Italia, che si è detta indisponibile alla nomina nel board del "Verdi" di Susanna Ferulli (è la madre del coordinatore provinciale azzurro Lorenzo Paladini e lui stesso ha detto che "mai avrebbero proposto il nome di un nostro familiare") e aveva chiesto di essere coinvolta nelle scelte. Anche la Lega ha mal digerito il decisionismo del sindaco Michele Conti. Anzi, è stato lo stesso Magnani ieri mattina sul suo profilo Facebook a chiarire definitivamente di non appartenere più al Carroccio "da due anni" e di avere intrapreso un percorso politico autonomo sfociato nella fondazione della lista civica Pisa Punto Zero. Tuttavia, in molti hanno visto dietro la scelta di Magnani la figura del deputato leghista Edoardo Ziello nella veste di suggeritore.

"Pierpaolo Magnani - puntualizza la commissaria provinciale della Lega, Elena Meini - pur essendo una persona con qualità e competenza non è in quota Lega. Apprendiamo della sua nomina e dei componenti del consiglio di amministrazione nominati e collegati a tutti i gruppi di maggioranza tranne la Lega che non ha mai ricevuto da parte del sindaco nessuna richiesta politica di confronto sulla nomina del teatro, almeno non passando dai canali ufficiali del partito cioè segretario cittadino e coordinatore provinciale. Riteniamo strategico e un punto di riferimento importante dal punto di vista culturale il ‘Verdi’ per tutti i pisani e non solo. Vogliamo ringraziare Patrizia Tangheroni per l’ottimo lavoro svolto. Precisando che avremmo auspicato un confronto diretto con tutte le forze politiche che sostengono la maggioranza come purtroppo non avviene da tempo".

Alzano le barricate anche le opposizioni: Paolo Martinelli, capogruppo de La città delle Persone, definisce la vicenda "un brutto segnale da parte dell’amministrazione comunale che, come temevamo, ha fondato la propria scelta su criteri di mera compensazione politica e che lascia strascichi e mal di pancia anche all’interno della stessa maggioranza: un modo di operare che si contrappone all’interesse della città e rischierà di impoverire l’offerta culturale cittadina e di minare la fiducia della comunità nelle istituzioni pubbliche". Secondo Una città in Comune è invece "una nomina semplicemente scandalosa: sembra quasi che la maggiore istituzione culturale della città venga infatti gestita dal sindaco come pura merce di scambio sulla base dei più bassi accordi elettorali".