Tifosi del Pisa contestano i giocatori al rientro dal derby
Tifosi del Pisa contestano i giocatori al rientro dal derby

Pisa, 23 marzo 2015 - LA CONTA sarà fatta soltanto oggi pomeriggio, quando la squadra i ritroverà al 46esima Aerobrigata, inaccessibile dall’esterno per i non addetti ai lavori, per cominciare la settimana di preparazione al derby di venerdi sera con il Prato. E quindi sarà effettivamente possibile contare tutti i nerazzurri presenti dopo lo scioccante epilogo della nefasta trasferta di Lucca che ha dato il via alla violenta protesta di un manipolo di tifosi fuori dall’Arena Garibaldi.

LA VOCE, però, circola da sabato sera, subito dopo il «faccia a faccia» fra squadra e tifosi avvenuto a bordo del bus che trasportava Morrone e compagni bloccato in via Piave, verosimilmente condito anche da qualche schiaffo e strattone: alcuni giocatori nerazzurri, impressionati dalla contestazione subita al rientro da Lucca, a caldo avrebbero espresso il desiderio di voler rescindere consensualmente il contratto con il Pisa, rinunciando agli emolumenti di cui avrebbero goduto da qui al 30 giugno pur di lasciare immediatamente la città della Torre.

SE SI SIA TRATTATO di uno sfogo pronunciato a caldo, subito il duro confronto con i tifosi, e destinato a rimanere tale, o invece di un’intenzione a cui, successivamente, sono seguiti comportamenti e azioni conseguenti, lo si saprà fra pochissime ore, quando appunto la squadra si ritroverà per riprendere la preparazione. Il direttore sportivo Pietro Tomei, comunque, smentisce: «Al momento non abbiamo ricevuto nessuna domanda, né richiesta in tal senso e non ho sentore che possa accadere e quindi – spiega– non abbiamo proprio preso in considerazione l’eventualità». Fra i più colpiti emotivamente dalla contestazione di sabato ci sarebbe anche mister Pillon, per quanto il tecnico sia l’ultimo dei responsabili della «debacle» nerazzurra (è arrivato da appena una settimana) e, conseguentemente, sia stato praticamente ignorato da cori e invettive della tifoseria.

I RAPPRESENTANTI delle forze dell’ordine, nessuno dei quali era a bordo del bus al momento del «faccia a faccia», sabato sera hanno assicurato che nessuno durante la contestazione aveva trasceso. Ed è vero che nessun giocatore nerazzurro ha sporto denuncia o si è fatto curare da un medico. Eppure la contestazione ha lasciato il segno nello spogliatoio per quanto composto da elementi con con trascorsi importanti in categoria superiore e in piazze calde: lo sguardo spaventato dei nerazzurri, inclusi i più esperti, quando, sabato sera sono scesi dal bus insieme ai tifosi diceva molto di più di qualunque parola.

Francesco Paletti