Carabinieri
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Pisa, 14 novembre 2017 - Ha presentato due denunce ai carabinieri per maltrattamenti in famiglia. Una vicenda che si sta cercando di ricostruire in Tribunale. E nella quale si deve rispondere ancora ad alcuni dubbi. Ieri, l’ennesima tappa di una storia accaduta a Pisa e che risale al 2009. Nel corso degli anni, c’è stato anche un cambio di giudice, per cui, ieri mattina, è stato deciso, davanti alla dottoressa Maria Grazia Grieco, pubblico ministero onorario Gianni Pepe, di rinnovare l’istruzione dibattimentale. Un caso che è a rischio archiviazione, per questo è stata fissata un’udienza ravvicinata a fine novembre. A processo, il capo di imputazione è l’articolo 572, maltrattamenti contro familiari o conviventi, appunto, c’è uno straniero, un tunisino di 39 anni difeso dall’avvocato Fausto Bottici in sostituzione del collega Luca Poldaretti. Due le segnalazioni della donna, accompagnata in caserma, visto che già all’epoca aveva problemi di salute, ai militari. Un caso che in passato ha visto coinvolta anche la figlia dell’anziana: la sua posizione è stata stralciata e la giovane, madre di due bambini, è stata condannata a un anno e sei mesi.

Ieri, sono state sentite due delle persone che conoscono la famiglia per diversi motivi. La prima è l’assistente sociale, originaria di Fauglia, che all’epoca frequentava la casa. «Nel 2009 lavoravo per l’azienda Usl 5 – ha raccontato – La signora usufruiva di un servizio domiciliare essendo non autosufficiente. C’erano elementi di tensione, dato che le uniche fonti di sostentamento dell’intero nucleo erano l’accompagnamento e la pensione della signora. Ma non posso parlare nel dettaglio della sua condizione, dato che sono passati tanti anni e non ho trovato la cartella clinica che avevo richiesto. Mi è stato risposto che forse è stata smarrita durante un’alluvione». L’assistente sociale ha lasciato l’incarico ad aprile del 2010. «Ma prima – ricostruisce – ho fatto una segnalazione al giudice tutelare che ha nominato il fratello della signora amministratore di sostegno». Due almeno le occasioni denunciate agli uomini dell’Arma. Tanto che a un certo punto, la signora fu trasferita in una struttura paraospedaliera e poi in una per anziani. In seguito all’allontanamento del genero, dall’abitazione, fu poi fatta rientrare a casa sua.

In aula, è stato sentito anche l’allora medico di famiglia, il dottor Virgilio Di Legge che ha riferito le condizioni precarie della donna e di alcuni lividi effettivamente notati sul suo corpo. «Ha sempre avuto problemi di deambulazione. Prima stava a sedere su una sedia, poi è stata costretta a letto. Per questo, prendeva regolarmente punture di eparina che possono causare anche ematomi, come si legge nel bugiardino». Lo stesso dottore Di Legge che ha visitato il pm colpito da un malore in aula, per fortuna passeggero. L’udienza è stata poi riaggiornata alla fine di novembre.