di Gabriele Masiero Cinque campi e tante storie. Non è solo calcio, sport, la polisportiva dilettantistica La Cella onlus, che gestisce campi di calcetto, calcio a 7 e calcio a 11 oltre a un campo da baseball. La Cella è molto di più: è il crocevia di esistenze, spesso travagliate, e voglia di riscatto. Il fulcro di una periferia (anche umana) che non si arrende e chiede di essere vista, ascoltata e rispettata. "Siamo un riflettore sul disagio, ma non un accumulatore di problemi", spiega Luciano Sorrentino, anima da anni di questo posto arrampicato sull’argine dell’Arno. "Anzi qui - spiega – proviamo a regalare un’altra...

di Gabriele Masiero

Cinque campi e tante storie. Non è solo calcio, sport, la polisportiva dilettantistica La Cella onlus, che gestisce campi di calcetto, calcio a 7 e calcio a 11 oltre a un campo da baseball. La Cella è molto di più: è il crocevia di esistenze, spesso travagliate, e voglia di riscatto. Il fulcro di una periferia (anche umana) che non si arrende e chiede di essere vista, ascoltata e rispettata. "Siamo un riflettore sul disagio, ma non un accumulatore di problemi", spiega Luciano Sorrentino, anima da anni di questo posto arrampicato sull’argine dell’Arno. "Anzi qui - spiega – proviamo a regalare un’altra possibilità a chi ha commesso errori e anche a chi deve fare i conti con le difficoltà di un’esistenza precaria e di un lavoro che c’è solo qualche giorno al mese: durante il lockdown abbiamo garantito pacchi alimentari a ben 146 famiglie. Per questo abbiamo creato un coordinamento con le altre periferie e ora siamo un gruppo di persone (Cep, Sant’Ermete, Gagno, San Giusto, San Marco) che si mette in gioco per dire alla politica, al Comune, che così non va".

Sorrentino è affiancato in questo percorso, spesso tortuoso e in salita, dalla compagna Emily Dei: "Ma non siamo i capi - spiega la donna - semmai siamo il collante per mettere insieme anche le altre persone. Una piattaforma orizzontale che ha l’obiettivo di snellire soprattutto le procedure burocratiche che non permettono di dare risposte efficaci alle famiglie in tempi rapidi quando invece è proprio il tempo che spesso non c’è. Al Cep questo percorso ha già portato a un ventaglio di proposte che abbiamo indirizzato al sindaco Conti e presto ne seguiranno altre anche dagli altri quartieri".

Il comitato "Cepostopertutti" chiede, spiega Denise Pacini referente del quartiere, "la creazione di un centro canottieri nella zona tra il ponte dell’Aurelia e quello del Cep, con bar-ristorante, palestra, giardini e spazi per la ginnastica all’aperto, banchine per attracco, mercati periodici, soluzioni innovative per il risparmio energetico pubblico e privato, un centro medico e una diffusa opera di riqualificazione urbana". Ne hanno già parlato a Conti e l’idea è quella di creare un team di consiglieri comunali (di maggioranza e opposizione) che facciano, sottolinea Sorrentino, "da terminali di riferimento per le istanze che arrivano dai quartieri dove stiamo nominando i nostri coordinatori". "Lo sappiamo che questa Giunta ha ereditato molte delle criticità attuali dalla precedente amministrazione - osserva Sorrentino - tuttavia la Lega e i suoi alleati di governo potevano fare di più nelle politiche abitative e sociali e invece stiamo ancora aspettando interventi concreti, al di là degli slogan che sentiamo da troppo tempo". Qui, del resto, sono abituati a rimboccarsi le maniche: "Nell’ultimo anno - conclude Sorrentino - la polisportiva La Cella ha dato una possibilità di riscatto a una sessantina di persone, che arrivano qui dal circuito dell’Uepe, l’ufficio dell’esecuzione penale esterne: li organizziamo in lavori di pubblica utilità offrendo loro un riscatto sociale. Lo facciamo impegnandoci quotidianamente alla ricerca di soluzioni. Ecco, in comune imparino a fare altrettanto".