I rilievi sul luogo dell’incidente e la bici della vittima (Foto Andrea Valtriani)
I rilievi sul luogo dell’incidente e la bici della vittima (Foto Andrea Valtriani)

San Giuliano, 13 febbraio 2020 - Stava tornando dal lavoro in bici. La sua vita è finita a migliaia di chilometri dal suo Paese e a pochi metri da quella che era diventata la sua nuova casa, il centro di accoglienza San Jacopo della Croce Rossa di Pisa. È stato trovato dai sanitari, ormai privo di sensi, nel fossato, sbalzato dopo l’impatto con una vettura. Una tragedia che colpisce due comunità, quella di Pontasserchio e quella nata da qualche anno nella frazione sangiulianese dove arrivano tanti migranti per poi essere ridistribuiti sul territorio. Mancano pochi minuti alle 22 di ieri, l’intera zona è avvolta nel buio.

E sono alcuni automobilisti che passano in via Che Guevara ad accorgersi che, quasi davanti al centro, all’altezza del B&B fra via delle Palanche e Gagno, qualcosa non va. C’è una persona in piedi accanto a una macchina e poi un gruppo di giovani di colore che si è radunato. Il primo passante chiama il 118 dicendo che forse c’è un incidente ma che il ferito, probabilmente, non sta malissimo visto che si regge sulle sue gambe. La centrale operativa chiede dettagli e il guidatore torna indietro per verificare di persona. In qualche modo conferma la scena. Purtroppo non è così. La prima ricostruzione è della polizia municipale con il supporto dei carabinieri.

Il ragazzo senegalese di 22 anni pedala da Pisa verso Pontasserchio, sembra fermarsi per raccogliere qualcosa, forse il cellulare. Sopraggiunge una macchina bianca, alla guida c’è un italiano negativo all’alcol test. L’impatto è violento. "Non l’ho visto", si dispera. Il giovane viene sbalzato di una decina di metri e finisce nel fosso, con il volto rivolto verso l’acqua. L’ambulanza della Cri locale arriva in un baleno. Si aggiunge quella della Misericordia di Pisa con il medico che cerca di rianimare quella giovane vita ma è tutto inutile. Un grande dolore invade la strada e arriva a tutta la struttura di accoglienza dove la notizia passa di bocca in bocca. Qualcuno è più nuovo, qualcun altro meno. Ma si conoscono tutti. Vigili urbani e uomini dell’Arma si occupano anche della viabilità. L’automobilista, sotto choc, viene accompagnato in ospedale per i vari accertamenti. Il pm di turno Giancarlo Dominijanni dispone la rimozione del corpo. In via Che Guevara sopraggiunge, dopo poco, il presidente della Croce Rossa Antonio Cerrai. È stato là un’infinità di volte per coordinare, visitare e organizzare iniziative. È commosso e provato al telefono quando lo chiamiamo: "Aveva svolto un corso di qualificazione al lavoro. Era bravissimo". Non sarà facile avvisare la famiglia, lontana. Era venuto in Italia per trovare un impiego. Al suo Paese non tornerà più.
Antonia Casini