Giacomo Franceschi
Giacomo Franceschi

Pisa, 20 dicembre 2018 - In paese lo raccontano come un ragazzo ombroso, taciturno. Facile ad accendersi, ma solo sui social. Gli occhi gonfi e lucidi dei genitori e della sorella, trincerati dentro le mura della casa di Colle – una manciata di abitazioni dove tutti si conoscono – raccontano invece di un macigno che ha schiacciato la vita di una famiglia tranquilla e unita. Giacomo Franceschi, 37 anni, è cresciuto lì, anzi è nato lì. «Non possiamo crederci» dicono le anziane vicine di casa. Il padre e la madre aprono la porta, ma la richiudono subito, non hanno la forza e la voglia di parlare. La riaprono velocemente solo per far entrare un’amica di famiglia.

Una comunità sotto choc per un ragazzo che sembrava aver trovato proprio nel volontariato e nell’antincendio boschivo – nello storico gruppo «Paolo Logli» – il filo rosso della propria esistenza caratterizzata da lavori saltuari e forse un po’ di solitudine. Qualche mese impiegato a dare una mano al bar del cognato, per aiutare la sorella nel periodo della gravidanza e subito dopo la nascita del nipotino, una storia d’amore terminata da tempo. Sempre pronto a intervenire e mettersi a disposizione delle associazioni del territorio, impegnato già da ragazzino per valorizzare e salvaguardare il «suo» Monte. E i post su Facebook pubblicati negli ultimi mesi e nelle ore dell’incendio lo confermavano. Lo avevano reso evidente agli occhi di tutti, amici veri e virtuali, che oggi non riescono più a riconoscerlo nel ruolo del piromane: «Ho perso anche una grande parte del mio cuore per me il Serra era vita». E ancora: «Mi fa male, mi a enormemente male e non capisco come si possa arrivare a fare una cosa del genere, a distruggere una meraviglia della natura». L’immagine di copertina dedicata al Serra che rinasce, l’hastag #tivogliobeneserra. Decine e decine di messaggi e foto scattate proprio sul rogo, con la divisa dell’antincendio e il volto sporco di fuliggine.

Ma chi lo segue ricorda anche un altro post, di tenore assai diverso. Cancellato – e forse oggi al vaglio degli inquirenti – dopo aver raccolto decine di critiche e commenti negativi. Una sorta di sfida ad un ipotetico piromane, lanciata al momento dell’emissione dell’allerta vento. Prima, quindi, dell’incendio. E tra le voci che hanno iniziato a ricorrersi all’ufficialità del fermo anche quelle di un doppio piccolo rogo divampato qualche giorno prima di quello che ha devastato il Monte. «Qui davanti alle nostre case, tra gli olivi» dicono i vicini indicando poco più avanti. Fiamme spente con facilità, senza troppi problemi. Episodio che a posteriori potrebbe far pensare a una prova generale. Ipotesi, voci, congetture di una comunità che ancora non ci crede.