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29 gen 2022

"Medici di famiglia ko: chi può lascia il lavoro"

Caustico Puccetti (Fimmg): "Bistrattati dalla Regione, dimenticati dalle Asl. Eppure siamo il primo e sempre presente contatto coi pazienti"

Luca Puccetti,. segretario provinciale Federazione Medici di Medicina Generale
Luca Puccetti,. segretario provinciale Federazione Medici di Medicina Generale
Luca Puccetti,. segretario provinciale Federazione Medici di Medicina Generale

PISA "La medicina generale è al collasso", Luca Puccetti è il segretario provinciale della sezione pisana di Fimmg, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale. La situazione non è per niente facile per i medici di famiglia. Le incombenze si sono moltiplicate ormai da due anni, la pressione è assoluta e la solitudine è opprimente. Tanto che, come spiega Puccetti, "molti medici hanno lasciato e altri sono pronti a lasciare per l’insostenibile pressione cui sono sottoposti nel totale abbandono delle Istituzioni" e annuncia: "Siamo pronti a mettere in campo manifestazioni pubbliche di protesta". Dottore, perché? Cosa sta succedendo? "Da due anni stiamo combattendo una battaglia durissima senza aver ricevuto il minimo aiuto da parte di Governo, Regioni e Asl. Siamo soli, dinanzi alle mille richieste dei cittadini che, nel medico di medicina generale, trovano l’unica figura pronta ad ascoltarli e a dare risposte ai loro problemi". La vostra professione è diventata totalizzante. "Ormai persino ammalarsi, per noi, è diventato impossibile, perché non ci sono colleghi disposti ad affrontare l’incubo di sostituirci, perché nessuno vuole più fare una professione svilita nel ruolo, affogata dalle mille regole burocratiche, priva delle risorse di personale e organizzative necessarie per svolgere innumerevoli compiti che aumentano ogni giorno. Chi può va in pensione e c’è ci chiede di ridurre gli assistiti. Chi è entrato da poco preferisce lasciare perché schiacciato da una situazione insostenibile tra casi della pandemia, pazienti cronici e burocrazia". Perché è tutto così complesso? "Sulle nostre spalle c’è il carico dei problemi derivanti dal collasso delle Istituzioni sanitarie che non sono in grado di svolgere i compiti di loro competenza, costringendo i cittadini a rivolgersi a noi che siamo gli unici a esserci sempre, senza scudo di filtri e apparati. Non possiamo certo chiudere gli ambulatori o rimandare le visite". Avete chiesto aiuto ...

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