Leonardo Giordani
Leonardo Giordani

Pisa, 18 luglio 2019 - «Riposa in pace, piccolo Leonardo». I social sono pieni di saluti e abbracci alla famiglia. Soprattutto dopo il messaggio facebook del padre, Federico. Il giorno dopo, la famiglia si è chiusa nella casa in via Napoli a Porta a Lucca, ma l’affetto di amici e parenti è tantissimo. «Era un ragazzo tranquillo, bravo e cortese – dice il professor Fortunato Nardelli, preside dell’Iti di via Contessa Matilde, la scuola frequentata da Leonardino, come lo chiamavano in molti. L’istituto ha inviato un telegramma ai genitori.

«Siamo tutti sconvolti, per primi i docenti che lo hanno seguito. E’ stato sfortunato». I suoi compagni non riescono neppure a parlare. Gli amici di scuola fanno rimbalzare un messaggio sui telefonini con una sua foto: «Cosa farei per riabbracciarti – scrivono i suoi compagni di classe – Rip fratello, sarai sempre nei nostri cuori». Tutti quanti saranno presenti al funerale che si svolgerà nella chiesa di San Michele degli Scalzi alle Piagge (il giorno ancora non si conosce) dove si ritroveranno anche quelli che condividevano la sua passione per le due ruote. Anche il Vespa club Pisa ha affidato alla sua pagina ufficiale un pensiero: «Aveva scelto una Vespa per muoversi in libertà insieme agli amici. In sella alla sua Vespa è volato in cielo. Il Vespa Club Pisa si stringe attorno alla famiglia del giovane Leonardo Giordani ed al nonno Sergio Santopadre, segretario e tesoriere della nostra associazione. Riposa in pace giovane vespista».

Fra i ricordi, quello del presidente della Cri Antonio Cerrai. Perché Leonardo era anche un volontario. «A 17 anni non è scontato maturare la scelta di fare qualcosa per gli altri – afferma – Nonostante la sua giovane età, Leonardo nell’autonno 2018, una manciata di mesi fa, aveva scelto di mettersi in gioco diventando volontario alla Cri di Pisa. Lo aveva fatto insieme ad un amico fraterno e ad altri che lo conoscevano bene. Lo aveva fatto per donarsi agli altri, ai più vulnerabili e bisognosi, in un percorso concreto di partecipazione attiva, come pochi ragazzi oggi scelgono di fare». Alla prima lezione di corso, «davanti a tutti gli altri partecipanti in aula», gli avevano chiesto “perché hai deciso di frequentare la CRI?” La sua risposta: “Per aiutare gli altri”». E ancora: «Non ci sono parole che possano attenuare il dolore di tutti gli amici e di noi che lo abbiamo conosciuto ed apprezzato, purtroppo per poco, nella sua serietà e concretezza nel partecipare e nel fare. Ieri il destino crudele, implacabile, fatale, lo ha strappato ai sui genitori ai familiari e a tutti noi. Ci stringiamo intorno alla famiglia, ai parenti e agli amici in questo difficile momento».

a. c.