Medici
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Pisa, 6 agosto 2020 - La Corte dei Conti ha accolto il ricorso in appello dell’urologo Filippo Menchini Fabris contro la sentenza della Corte dei Conti regionale che, nel 2017, lo aveva condannato al pagamento di 15.424,54 euro in favore dell’Asl Nord Ovest, ex Asl 6 di Livorno.

Il medico, dirigente all’ospedale di Piombino, era stato accusato di aver percepito indebitamente l’indennità di congedo parentale mentre invece avrebbe svolto "una intensa e proficua attività libero-professionale". Ma i suoi avvocati, Antonio Azzena e Nicola Colombini, hanno visto accolto il loro ricorso basato su "erroneità e difetto di motivazione della sentenza".

La sentenza di condanna non avrebbe considerato che il rapporto di lavoro del medico con l’azienda non è esclusivo ed era suo diritto esercitare la libera professione. Il fatto che "svolgesse la libera professione già prima dell’assunzione è inconferente", perché la Corte territoriale non ha dimostrato che "il volume di attività espletato era in concreto tale da impedirgli di prendersi cura della prole". Gli avvocati rimarcano poi la "violazione eo falsa applicazione della sentenza quando afferma la sussistenza del dolo contrattuale. Menchini Fabris ha svolto, si legge, "in piena trasparenza la sua attività libero professionale e richiama la documentazione che conferma la possibilità per un dirigente medico in servizio presso altra Asl di continuare, pur in congedo, a sere attività libero professionale".