Il recupero di un cadavere in Arno  (Foto Germogli di archivio)
Il recupero di un cadavere in Arno (Foto Germogli di archivio)

E’ UN ESERCITO invisibile, quello dei morti dimenticati. Non reclamati dalle famiglie, abbandonati, indigenti. O semplicemente soli. Eppure hanno una storia dietro. Nomi, anedoti, dolori. Che trovano sepoltura, a Pisa, grazie alla Pubblica assistenza. Come la giovanissima nigeriana - appena 24 anni - che il fiume Arno aveva restituito dopo giorni. La donna indossava un paio di stivali, jeans, un maglione marrone e un giubbotto scuro. In una tasca di quest’ultimo indumento, gli investigatori avevano trovato - quasi integro e quindi leggibile, nonostante la permanenza in acqua - un biglietto ferroviario francese dell’alta velocità. Il corpo era stato recuperato vicino al pontile del cantiere navale Arnovecchio, a poca distanza da Marina.

LE PRIME indagini sull’identità con i sopralluoghi dei carabinieri e del sostituto procuratore Aldo Mantovani. L’autopsia e le supposizioni. La ricostruzione si complica, si escludono le varie piste e le tracce della vita della donna si perdono nelle acque del fiume.

PASSANO i giorni che poi diventano mesi che si trasformano in anni. Tre, nello specifico. La 24enne era stata rinvenuta il 18 marzo 2015 e ha trovato sepoltura il 7 agosto 2018 tramite la Pubblica assistenza di Pisa che ha una convenzione con il Comune (che copre una parte delle spese). Una delle loro missioni, quella di dare dignità a queste persone.

I TEMPI, in generale, sono sempre molto lunghi. Per le indagini, perché a volte non si riesce a rintracciare la famiglia, per mancanza di soldi: queste persone spesso vivono in strada e non hanno niente. Sono stati 14, soltanto nel 2018, i tumulati dalla Pa.

I CORPI attendono il via libera delle autorità nelle celle frigo dell’obitorio o della medicina legale. Un nome su un cartellino. «Un impegno che ci siamo presi – spiega il presidente Daniele Vannozzi – Nel 2015, a esempio, abbiamo anticipato le spese del trasporto che l’Università poi ha rimborsato per l’insegnante di Pontedera». La donna aveva lasciato una ricca eredità all’ateneo, il suo caso fu molto seguito.

MA CI sono anche corpi che resteranno sconosciuti ai più; di persone decedute a novembre e che hanno avuto il loro addio a fine gennaio. Morte a dicembre e salutate per l’ultima volta a ottobre. Uomini e donne che ora riposano dopo una olunga attesa.