L'incendio sul Monte Serra

Pisa, 7 ottobre 2018 - Gli stanno dando la caccia ormai da due settimane, dopo l’inferno del Monte Serra. Potrebbe trattarsi di un ‘malato’, un piromane solitario folle quanto pericoloso. Oppure di una banda di incendiari, mossa magari da interessi economici o di altro tipo. Le indagini – condotte sul campo dai carabinieri forestali – e coordinate dal procuratore capo Alessandro Crini in persona, coadiuvato dal sostituto Flavia Alemi – vanno avanti sotto traccia, senza sosta.

Ma più testimoni convergono su un avvistamento che potrebbe rivelarsi importante per dare un nome e un volto all’«assassino» del Serra, il responsabile del disastro ambientale, della ferita che ha ridotto in cenere 1.400 ettari di Monte Pisano, seminando terrore e devastando case e oliveti, con danni stimati superiori agli 11 milioni di euro. L’avvistamento di cui parliamo risale alle 20.15 circa di lunedì 24 settembre, due ore prima del divampare del rogo.

Siamo sul sentiero che da Caprona porta verso Montemagno, lungo il torrente Zambra. Un sentiero nel verde – rigorosamente vietato ai veicoli a motore – percorso soprattutto dagli amanti del trekking e del jogging, da chi passeggia col cane e da chi va in mountain bike. Proprio qui, lunedì sera, all’imbrunire, alcuni abitanti e frequentatori della zona hanno notato un uomo, accucciato sul greto del torrente in secca, a fianco di una mountain bike di marca. Era vestito di scuro, con pantaloni e giacchetto neri o grigi e dava le spalle al sentiero, come a volersi nascondere.

Chi l’ha visto assicura che non si tratta di uno del posto. Alcuni dicono che saprebbero riconoscerlo, e sono convinti – ripensandoci col senno di poi – che l’uomo avesse qualcosa in mano, come se stesse accendendosi una sigaretta. Anche sulla bici, dicono, aveva legata una busta. E all’interno c’era qualcosa. Forse altri inneschi? E chi era questa persona? Che ci faceva lungo lo Zambra, sul sentiero che di lì a poco sarebbe stato avvolto nelle fiamme. Se questa persona non ha nulla da nascondere, potrebbe farsi avanti spontaneamenteo con gli inquirenti e chiarire tutto. Ma il sospetto che fosse proprio l’incendiario è altissimo. Lo ha confermato l’assessore Andrea Taccola, di Vicopisano, alla conferenza stampa a Pontedera: «Secondo me e secondo noi, il piromane del Serra è uno solo. Un ciclista solitario che ha scalato di notte il monte sul versante di Calci non appena ha visto che il vento avrebbe favorito la sua opera distruttrice. Un atto, sempre secondo me, senza fini speculativi ma soltanto frutto della sua malattia mentale». Un atto criminale, comunque.

Paola Zerboni