Cristina Cagianelli, archeologa e storica dell'arte
Cristina Cagianelli, archeologa e storica dell'arte

Pisa, 12 giugno 2019, La Festa di San Ranieri, il Santo Patrono di Pisa si appressa e, mentre il Giugno Pisano entra nel vivo, La Nazione intende continuare nell'opera di valorizzazione e promozione delle tradizioni e della storia pisana. E in occasione della ricorrenza della festa di San Ranieri, La Nazione regalerà ai propri lettori, in abbinamento gratuito con il giornale di sabato 15 giugno, giorno che precede la Luminara, il volume "Gli affreschi del Camposanto di Pisa", scritto dall'archeologa e storica dell'arte Cristina Cagianelli e interamente dedicato alla lunga e delicata opera di restauro degli affreschi .

Il volume è realizzato assieme all'Opera della Primaziale Pisana ed è di fatto la prima pubblicazione a trattare in maniera organica il tema degli affreschi dopo la loro ricollocazione in parete. Il libro, 48 pagine, in formato quaderno, per apprezzare al meglio le numerose fotografie degli affreschi, sarà distribuito sabato 15 nelle edicole di Pisa, litorale, Cascina, Calci, San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano (consigliabile la prenotazione alla propria edicola di fiducia). 

Nell'ambito dell'iniziativa dedicata al libro sugli affreschi del Camposanto monumentale, l'Opera della Primaziale Pisana ha promosso per i lettori de La Nazione un'apertura straordinaria del Camposanto monumentale  per una visita guidata gratuita alle bellezze artistiche. L'appuntamento è per venerdì 14 giugno a partire dalle ore 20.30 direttamente al monumento in piazza del Duomo dove saranno disponibili guide professioniste per accompagnare i visitatori.

L'offerta è valida per i primi 200 lettori che aderiranno all'iniziativa prenotando con nome e cognome alla mail buffalmacco@opapisa.it.

CRISTINA Cagianelli è l’autrice del libro che La Nazione, in collaborazione con l’Opera della Primaziale Pisana, regalerà sabato 15 giugno ai lettori, in occasione di San Ranieri. Il libro sarà regalato in abbinamento gratuito con La Nazione del 15 giugno nelle edicole di Pisa, litorale, Cascina, Calci, Vicopisano, San Giuliano e Vecchiano.
Archeologa e storica dell’arte, insegnante e divulgatrice d’arte, molto attiva nell’associazionismo (sarà la prossima presidentessa dell’Inner Wheel), Cristina Cagianelli da diversi anni fa conoscere particolari e curiosità degli straordinari affreschi del Camposanto ad associazioni come Amici dei Musei, Avis, Rotary, di Pisa e di tutta la Toscana e molte scuole.

Dottoressa, cosa troveranno i lettori de La Nazione nel suo libro? Il primo, fra l’altro, dedicato agli affreschi del Camposanto dopo il monumentale restauro.
«Così come nelle molte visite guidate che spesso svolgo per le associazioni e per le scuole, ho scelto di raccontare gli affreschi meglio conservati del nostro Camposanto. Sono anche quelli più comprensibili, tratti da storie bibliche, storie di santi, e non solo, realizzati in un arco temporale che va dalla prima metà del 1300 alla seconda metà del 1600“.
E i visitatori, invece, da cosa sono maggiormente colpiti, nella sua esperienza di guida «speciale»?
«Di solito rimangono estasiati dal ciclo di Buffalmacco nella parete sud. Quelli della parete est, attributi allo stesso artista, sono più tradizionali: Crocifissione, Resurrezione etc... Invece, quelli della parete sud sono più originali e senza specifici riferimenti a testi biblici. Sappiamo infatti che furono ideati da padre Domenico Cavalca».
Chi era?
«Era un padre domenicano che viveva nel convento di Santa Caterina d’Alessandria a Pisa. Si tratta di uno dei rari casi in cui si è riusciti a capire quale fosse la mente dietro il pittore».
Ma il pittore, parliamo sempre di Buffalmacco, e le sue immagini furono di ispirazione per un importante personaggio...
«Eh sì, si tratta di Boccaccio. Siamo praticamente certi che Boccaccio e Buffalmacco si conoscessero e infatti il pittore compare nel Decameron. Era un personaggio che si divertiva a fare scherzi».
Cosa ispirò Boccaccio?
«Se guardiamo il Trionfo della Morte, l’ultimo grande affresco ricollocato in parete proprio un anno fa, e leggiamo la Cornice del Decameron ci rendiamo conto che ci sono forti assonanze. Le immagini delle sette donne e dei tre giovani nel giardino, dipinte da Buffalmacco sono state, verisimilmente, fonte di ispirazione per Boccaccio. E’ un caso assolutamente non comune».
Perché non comune?
«Perché di solito sono gli artisti a ispirarsi alle opere letterarie. In questo caso avviene il contrario come conferma il fatto che le scene del Trionfo sono datate fra il 1336 e il 1342, mentre il Decameron viene scritto dopo la peste del 1348».
Buffalmacco è stato anche protagonista di un giallo durato secoli, non è così?
«E’ proprio così. Soltanto nel 1974 Luciano Bellosi risolse definitivamente il giallo dell’attribuzione degli affreschi.