Laura Frittelli e Lavinia Mariotti (foto di Valtriani)
Laura Frittelli e Lavinia Mariotti (foto di Valtriani)

Pisa, 8 luglio 2020 - I neoviaggiatori sono donne giovanissime. Che hanno terminato gli studi e, ora, hanno voglia di riposo e svago. Obiettivo, "gli amici". Martedì, ore 11, al "Galilei". I passeggeri sono ancora pochi. I voli sono ripresi da qualche giorno. L’aria sa di igienizzante e non tutte le sedie per le attese sono utilizzabili: sbarrate in modo alternato. Ma loro, le ragazze del 2001-2002, ci sono. Con la voglia di ri-partire dopo la dad e mesi chiuse in casa. Aspettano il loro aereo con mascherine e bagagli rispettando le regole e piene di entusiasmo.
Arrivano da Firenze e sono dirette a Brindisi per una breve vacanza. Hanno appaena terminato la quarta superiore del liceo scientifico. Laura Frittelli e Lavinia Mariotti , con loro c’è anche Alessia , minorenne ancora per poco, hanno come destinazione, la Puglia, in particolare, Otranto. "Volevamo fare questo viaggio da un anno. Appena è stato possibile spostarsi e riprendere i mezzi abbiamo ricominciato a uscire. I nostri genitori non ci hanno fatto problemi e ora siamo contentissime".
Da Genova a Gallipoli e nel mezzo, Pisa. Puglia anche per altre cinque ragazze neodiplomate. "E’ una bella meta, per giovani, scelta all’ultimo e quindi comoda". Sulla situazione post-Covid, ci dicono: "È strano ma funziona tutto, i controlli sono diligenti, molto più di quanto ci aspettassimo", spiegano Sara Calautti , Beatrice Vasile , Bianca Garbuilio e Sara Bruseghini (la foto di Valtriani è quella grande centrale al centro nella pagina accanto). Hanno appena sostenuto la maturità al liceo linguistico. "Sì, ammettono, saremmo dovute andare all’estero ma poi abbiamo scelto l’Italia dopo quanto è sucesso". Perché l’importante è fare le valigie e partire. Cristiana Vasquez studia Architettura a Genova, ma è originaria di Alessano, in provincia di Lecce. "Sto tornando a casa, mi laureerò tra 20 giorni, non vedo i miei familiari da sei mesi. L’Università è ancora chiusa e la mia discussione sarà in remoto. E’ così".
Qualcuno, poi, si sposta per lavoro. Pochissimi gli stranieri ancora. Zero assembramenti negli spazi comuni. Tutti indossano le mascherine, guai ad abbassarle! Il personale richiama tutti senza distinzioni. I negozi sono ancora vuoti. Non c’è quel via vai tipico dei mesi di vacanze. Ma c’è la voglia di viaggiare, quella sì. I protocolli sono rigidi. Anche il personale viene controllato, ogni giorno. Ai dipendenti viene misurata la febbre. E’ sufficiente una volta al giorno. Poi, ognuno riceve un bollino verde. Una sorta di lasciapassare. Fino al giorno seguente quando ricomincia tutto da capo. Così è. Per ora.
Antonia Casini
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