Torre di Pisa
Torre di Pisa

Pisa, 29 ottobre 2018 -  Riprese dall’alto del Duomo di Milano e delle bellezze di Firenze, con le sue piazze e i suoi monumenti mozzafiato. Non c’è soltanto Pisa nella scheda di memoria del drone che sabato pomeriggio ha sorvolato la Torre, atterrando – forse ormai fuori controllo per un colpo di vento – sul lastricato del quinto anello. Dentro c’è un repertorio inedito, prodotto violando la no fly zone e facendo temere, anche se soltanto in primissima battuta, all’azione di un malintenzionato. Del resto, sarebbe bastato poco per trasformare un’iniziativa «goliardica» e inoffensiva in un atto – nella migliore delle ipotesi – vandalico. Il velivolo, dotato di motore e di una robusta struttura in carbonio e alluminio, potenzialmente avrebbe potuto trasportare materiali infiammabili o andarsi a schiantare contro il monumento, procurando danni al marmo o ai visitatori.

Insomma, se il pilota dell’apparecchio non avesse avuto finalità turistiche, come invece pare ormai comprovato, che cosa sarebbe potuto succedere? A Pisa, come a Milano e a Firenze: tutte città d’arte sorvegliate speciali e inserite nei piani di sicurezza antiterrorismo. Così non è stato, per fortuna. Ma l’episodio a lieto fine, sul quale i pisani hanno sorriso, ha fatto comunque riflettere.

Intanto le ricerche dei piloti proseguono a ritmo serrato. Non hanno (ancora) un nome, ma hanno già un volto. Durante le fasi di atterraggio degli ultimi giorni trascorsi in giro per l’Italia, infatti, il drone ha immortalato la faccia di chi lo ha fatto levare in volo. Immagini legate a più circostanze e nitide che hanno permesso agli investigatori di avere l’identikit perfetto delle persone da trovare. Due giovani, poco più che trentenni, stranieri ma dalla carnagione chiara, molto probabilmente originari del Nord Europa. Appena i militari dell’esercito e i poliziotti hanno lanciato l’allarme, i due si sono dati alla fuga facendo perdere le loro tracce in una piazza dei Miracoli affollatissima. Sono scappati in una frazione di secondo lasciando a terra lo zaino che contiene il telecomando e gli accessori del prezioso drone: un velivolo di ottima qualità che potrebbe valere anche oltre mille euro. Evidentemente i due hanno fatto bene i conti. La perdita, per quanto importante, non è paragonabile alla sanzione prevista per una violazione di questo genere. Una multa che potrebbe costare fino ai 100mila euro.

Elisa Capobianco