La Guardia di finanza
La Guardia di finanza

Pisa, 25 giugno 2019 - Spacciavano per succo di frutta biologico quello che in realtà era succo concentrato e sofisticato di mela. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza che sta eseguendo 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e il sequestro di sei società e di beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6,5 milioni. L'organizzazione operava fra la provincia di Pisa, Salerno, Avellino, Serbia e Croazia.

Tra i coinvolti ci sono Walter e Giorgio Bonfiglio, il primo dei quali amministratore delegato del Ponsacco Calcio e detentore del 98% delle quote della società rossoblù che ha vinto i playoff di serie D. Un componente della banda, serbo e gestore di una società riconducibile agli imprenditori italiani, è destinatario della misura cautelare ma le autorità serbe non hanno collaborato con gli investigatori, né hanno fatto sapere se intendono dare seguito all'ordine di carcerazione.

L'operazione è stata condotta dalla guardia di finanza di Pisa per contrastare una maxi frode in commercio di prodotti biologici diretta dalla procura pisana con la collaborazione di Eurojust ed eseguita dagli ispettori del Dipartimento atifrode del Ministero delle politiche agricole.

Il prodotto sofisticato era ottenuto da aziende formalmente localizzate in Serbia e in Croazia, ma di fatto gestite direttamente dall’Italia dai due fratelli imprenditori pisani, collocati al vertice di un’associazione a delinquere che poteva contare sulla collaborazione attiva dei propri dipendenti e altri soggetti esteri compiacenti, aderendo ciascuno ad un ruolo specifico nell’intera filiera della frode.

Il lavoro degli investigatori ha permesso di dimostrare che i succhi di mela ottenuti in Serbia erano prodotti in modo illecito partendo da frutti non idonei all’alimentazione umana in quanto deteriorati o in avanzato stato di decomposizione, anche per l’elevata presenza di micotossine, ma anche contaminati con prodotti chimici non ammessi in agricoltura biologica (fungicidi, insetticidi ed erbicidi). Inoltre, il prodotto veniva sofisticato aggiungendo – al succo base – acqua e zuccheri di diversa qualità, conferendo così al prodotto finito un profilo chimico il più possibile simile a quello della mela, con il fine di depistare eventuali controlli ufficiali.

Il prodotto veniva poi rivenduto a inconsapevoli aziende leader nel settore alimentare italiano come succo di mela biologico.

Il sodalizio criminale non si è limitato alla sola contraffazione del succo, ma ha prodotto innumerevoli falsi documenti per conferire al succo di mela la certificazione di prodotto biologico e di provenienza europea nonché per evadere le imposte mediante l’esterovestizione di imprese satelliti – costituite in Croazia e Serbia – ma di fatto gestite direttamente dall’Italia.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 1.411 tonnellate di prodotto adulterato e falsamente designato «biologico» (succhi, confetture e conserve alimentari) per un valore di 4 milioni e 848mila euro.