Exodus nei luoghi iconici di Pisa con le sculture urlanti di Morosov

Fino al 29 settembre, progetto diretto da Gian Guido Grassi e organizzato da Comune e Start Attitude .

Exodus nei luoghi iconici di Pisa con le sculture urlanti di Morosov

Exodus nei luoghi iconici di Pisa con le sculture urlanti di Morosov

"L’artista Morosov coniuga il linguaggio della classicità con il suo estro creativo". Così l’assessore alla cultura Filippo Bedini. Si intitola "Exodus" il progetto artistico pensato in più capitoli da Alexey Morosov, artista originario dell’Asia centrale e lucchese d’adozione. Dal 22 giugno al 29 settembre le sue sculture coinvolgono alcuni dei luoghi più iconici della città della Torre pendente: piazza dei Miracoli, la Santa Maria della Spina, il Fortilizio con la Torre Guelfa su Lungarno Simonelli, l’esterno di Palazzo Blu. Exodus è un progetto diretto da Gian Guido Grassi e organizzato dal Comune di Pisa e dall’associazione Start Attitude, con il contributo del Consiglio della Regione Toscana e la collaborazione di Palazzo Blu, gode del patrocinio della Provincia di Pisa. Quattro le sculture che saranno collocate in esterno, in un percorso che attraversa la storia della città. Morosov lavora creando delle narrazioni su più livelli, dando vita a una specifica serialità: i progetti spesso itineranti, si sviluppano nel tempo, ogni lavoro viene concepito in sequenza e parte da quanto già indagato in precedenza. "La città – dice Grassi - diventa il contesto espressivo-narrativo nel tentativo di cogliere l’essenza più profonda dell’anima della nostra società. L’arte è percepita come missione sempre attuale e l’artista è il vero eroe di ogni epoca, il semidio della storia. Originario del Kyrgyzstan, residente a Lucca da nove anni, Morosov si considera erede della cultura ellenistica e dell’umanesimo, di cui recupera sia le tecniche accademiche sia la concezione antropologica. Lavora su imponenti sculture, che richiamano miti di antica memoria rivisitati in chiave post moderna, tra l’immaginario arcaico e il linguaggio cyberpunk. L’arte monumentale di ispirazione realistico-sovietico si lega ai simboli del Mediterraneo, facendo dialogare materie tradizionali come il bronzo con i new media. "L’era del Paleolitico superiore, il Neolitico l’Illuminismo e il nostro tempo, postmoderno, non sono altro che forme o strati di pensiero paralleli, simultanei e compenetrati l’uno nell’altro. In tale prospettiva, il patrimonio materiale della ‘cultura dell’ascia da guerra’ è equivalente a quello della nostra era postindustriale e all’introduzione di sistemi cyber-fisici. Nella mia narrazione domina la ‘forma’ come concetto ontologico guida": ha dichiarato l’artista. Alla inaugurazione era presente anche Massimiliano Angori, presidente della provincia che dice: "Queste sculture che gridano ci rimproverano. Abbiamo sconfitto il Covid ma non la voglia di fare le guerre".

Carlo Venturini