Pisa, 16 novembre 2014 - LA RELAZIONE del Rup sulle ex Stallette, consegnata ai consiglieri comunali giovedì scorso, ha innescato un terremoto a Palazzo Gambacorti ora alle prese con due gialli. Da un lato, responsabilità ed eventuali risvolti penali della vicenda ex Stallette descritta in 27 pagine dal dirigente Michele Aiello, che non risparmia nomi e cognomi, cifre e velate accuse. Dall’altro il giallo sulla diffusione della relazione che, dopo essere stata negata per settimane ai consiglieri che avevano fatto esplodere il caso Stallette, è stata poi consegnata giovedì in consiglio. Chi fra i politici presenti ha ritirato la relazione, ha però dovuto firmare l’obbligo alla riservatezza a non divulgarne il contenuto. I consiglieri del Pd si sono rifiutati di ritirare la relazione, di cui La Nazione ha potuto pubblicare già venerdì ampi stralci. L’uscita dal Palazzo di quelle 27 pagine inasprisce la tensione fra le forze politiche. Secondo le minoranze, il Pd non avrebbe ritirato il documento per «incastrare» con una astuta mossa i consiglieri di minoranza, «sospettati» di aver consegnato la relazione alla stampa. Ieri il dirigente Pescatore ha bacchettato via mail i consiglieri che hanno ritirato il documento. Valeria Antoni (M5S) si ribella e rispedisce al mittente una richiesta di chiarezza per sapere chi, oltre ai consiglieri e agli uffici, sia in possesso della relazione.

Relazione che è già in Procura e nella quale, oltre a 855mila euro di danni per il Comune e a centinaia di migliaia di euro di lavori non eseguiti ma pagati alla ditta ora uscita di scena, si rileva «un quadro economico del progetto esecutivo dell’impresa Rota, diverso da quello in atti». Oltre agli «errori da parte della Direzione Lavori», il Rup Aiello contesta a pagina 13 la variante al fabbricato B per il quale «il Consiglio comunale con delibera n°57 del 7.11.2013 approvava la quarta variazione di bilancio che finanziava la variante per il completamento del fabbricato B per euro 240mila». Perché questa variazione? Perché, scrive il Rup «dalla relazione del direttore dei lavori sembrerebbe che la ditta, nel momento in cui predisponeva il progetto esecutivo non avesse effettuato indagini in loco». La stima di 240mila proviene dall’Ufficio del Direttore dei Lavori che scrive di aver presentato un progetto di variante alla Soprintendenza. Ma l’atto con il parere della Soprintendenza «ovviamente non c’è – precisa il Rup – e il progetto esecutivo di variante non è completo».