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Parà ucciso a Pisa, svolta dopo 19 anni: un arresto per il caso Scieri

Gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte del parà saranno illustrati in mattinata in una conferenza stampa alla Procura della Repubblica di Pisa

Ultimo aggiornamento il 2 agosto 2018 alle 09:56
Emanuele Scieri, il giovane allievo parà trovato morto nel 1999 all’interno della caserma «Gamerra»

Pisa, 2 agosto 2018 - Ci sono sviluppi nelle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, il parà di leva siracusano trovato morto il 16 agosto di 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, sede del centro di addestramento della Folgore. Secondo alcune indiscrezioni ci sarebbe un arresto e gli sviluppi dell'indagine verranno illustrati in mattinata in una conferenza stampa alle 11.30, alla Procura di Pisa, presenti il procuratore della Repubblica Alessandro Crini e gli investigatori della squadra mobile di Firenze e i poliziotti della sezione di polizia giudiziaria di Pisa che hanno condotto le indagini.

Scieri, 26 anni, una laurea in giurisprudenza e già praticante in uno studio legale, scomparve il 13 agosto 1999, lo stesso giorno del suo arrivo alla caserma Gamerra per il servizio militare di leva dopo aver svolto il Car a Firenze. Fu poi ritrovato morto tre giorni dopo, ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute. La procura di Pisa ha riaperto l'inchiesta l'anno scorso, dopo che precedenti indagini erano state archiviate ipotizzando che il giovane si fosse tolto la vita. A escludere l'ipotesi del suicidio, oltre alla famiglia di Scieri, la commissione parlamentare d'inchiesta, istituita nel 2016 sulla morte del parà di leva e che ha concluso i suoi lavori a dicembre scorso, secondo la quale il 26enne fu aggredito

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