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3 ago 2022
3 ago 2022

"Edili, stop con l’afa: Pisa rispetti la circolare"

L’appello di Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl: "Cassa integrazione per il caldo poco conosciuta, formazione e informazione"

3 ago 2022
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa
Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl durante una manifestazione a Pisa

di Antonia Casini

"Un lavoro bello da tutelare". Nando Paragliola, responsabile Filca Cisl (300 iscritti), lancia un appello alle imprese e ai lavoratori stessi, sono 3.926 gli edili a Pisa e provincia attivi a marzo 2022 (i numeri sono della cassa edile) a cui va aggiunto il comparto artigianato.

E’ di fine luglio la circolare Inps-Inail per cui a temperature di 35° si può ricorrere alla cassa integrazione ordinaria. A Pisa è applicata?

"Non molto perché è poco conosciuta".

Quali le categorie coinvolte?

"Si parla di temperature superiori ai 35° ma anche di quelle percepite ‘tenuto conto della particolare tipologia della lavorazione in atto’ e si fanno alcuni esempi: ’lavori di stesura del manto stradale, di rifacimento di facciate e tetti... all’aperto...’. I macchinari o anche il dover stare sotto il sole a lungo aumentano il disagio"

Uno strumento di prevenzione contro gli infortuni.

"Quelli mortali sono stati un migliaio nel Paese l’anno scorso, 70 solo in Toscana. Gli altri, invece, sono di sicuro sottostimati perché i lavoratori tendono a non denunciarli. Ma la circolare punta a salvaguardare anche i risultati del lavoro. Quando fa molto caldo, se si getta il cemento per un fabbricato, questo tende a non asciugarsi quindi non è poi resistente".

Un’opportunità importante, dunque.

"Il principio è lo stesso che nel caso di pioggia o gelo: un modo per sostenere il settore in forte crescita, limitando (meglio sarebbe eliminando) gli incidenti. Per questo rivolgo un appello in primis ai lavoratori perché si informino e alle imprese. Poi ci sono anche altre soluzioni".

Quali?

"Iniziare presto la mattina e finire in mattinata, dove non si dà fastidio al vicinato. Fare più pause, mettere boccettoni d’acqua per rinfrescarsi. Il cantiere deve essere vivibile".

Che cosa manca in generale nell’edilizia per uno sviluppo in sicurezza?

"I controlli, anche se l’ispettorato del lavoro è oberato. Ma fondamentale sarebbe la formazione. Altro aspetto, è necessario un cambio generazionale: è un lavoro usurante, le persone dopo una certa età non riescono più a stare sul ponteggio, ma l’età pensionabile è ancora troppo alta. Questo è un bellissimo mondo che crea infrastrutture e case per famiglie, ospedali, ponti. Bisogna favorire il processo di uscita".

Con il bonus 110, come va?

"Alcuni pagamenti non arrivano e le aziende che non incassano sono in difficoltà: questo si ripercuote sui lavoratori che non ricevono tre mensilità, vengono licenziati e non hanno il tfr".

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