Pisa, 24 novembre 2021 - Nuove 'leve' dello spaccio di stupefacenti, droga nascosta nei campi, consegne al domicilio dei clienti durante la pandemia ed eroina 'depotenziata' per venire incontro alle esigenze economiche dei tossicodipendenti durante il lockdown.

Così la squadra mobile di Pisa, coordinata dalla Procura, ha indagato undici persone tra cui sette tunisini che, in concorso tra loro, nei quartieri di Riglione (dove c'era la base logistica del gruppo) e del Cep e anche nel comune di Altopascio, avevano avviato una fiorente attività criminale.

Sequestrati nell'indagine un chilo di eroina (a febbraio in un campo alla periferia) e 8mila euro in contanti. Trovata in perquisizioni domiciliari varia contabilità che ora viene sottoposta a accertamenti. Ieri il gip ha ordinato per tutti gli indagati il provvedimento del divieto di dimora nella intera provincia di Pisa.

L'indagine partita dopo un accoltellamento

L'inchiesta è partita dall'esame di intercettazioni dopo l'accoltellamento di un tunisino alla stazione di Pisa nel giugno del 2020 e che aveva portato al fermo di un connazionale con precedenti per droga per tentato omicidio. Nelle consegne di droga venivano usati taxi e i mezzi pubblici per evitare di essere fermati a bordo di veicoli specie nelle sere senza persone in giro a causa del Covid: un veicolo privato in circolazione infatti avrebbe sarebbe stato ben visibile alle forze dell'ordine.

Nel registro degli indagati sono finiti cinque tra i numerosi assuntori, in questo caso l'accusa ipotizzata è di favoreggiamento personale dato che, sentiti dalla polizia giudiziaria, avrebbero riferito informazioni false per coprire i loro spacciatori di fiducia e in cambio di altro stupefacente. Nei confronti dei destinatari delle misure cautelari saranno avviate dalla Divisione Anticrimine misure di prevenzione patrimoniali e personali. Per gli indagati irregolari in Italia scattano le procedure di espulsione.