Ancora intoppi per il vaccino antinfluenzale. Una campagna massiccia ed efficace, a livello comunicativo – quella lanciata dalla Regione - cui non ha corrisposto però altrettanta incisività organizzativa. "Manca ancora una quota di dosi e in ogni caso ne arriverà il 20% in meno delle quantità inizialmente previste", a dirlo è il presidente dell’Ordine provinciale dei Medici, Giuseppe Figlini, che sin da subito aveva denunciato la...

Ancora intoppi per il vaccino antinfluenzale. Una campagna massiccia ed efficace, a livello comunicativo – quella lanciata dalla Regione - cui non ha corrisposto però altrettanta incisività organizzativa. "Manca ancora una quota di dosi e in ogni caso ne arriverà il 20% in meno delle quantità inizialmente previste", a dirlo è il presidente dell’Ordine provinciale dei Medici, Giuseppe Figlini, che sin da subito aveva denunciato la situazione di stallo. Il Governo aveva previsto la distribuzione di circa 17milioni di dosi, di cui circa 1,8 milioni in Toscana. Quantità calcolata per garantire la copertura delle categorie più a rischio (over 65, bambini e soggetti fragili con vari tipi di patologie, personale sanitario e lavoratori come Vigili del Fuoco, Polizia e insegnanti). Ma non tutto è andato nella direzione giusta: "I problemi persistono. Ci sono ancora pazienti che non hanno ricevuto il vaccino e questa situazione è determinata alla disorganizzazione totale nell’approvvigionamento e nella consegna delle dosi ai medici. Le ultime notizie sembrano annunciare uno sblocco per la prossima settimana ma non abbiamo certezze". In questo momento la ‘fotografia’ è che alcuni medici hanno regolarmente ricevuto i vaccini, altri – dello stesso gruppo – invece no. "I pazienti – prosegue il dottor Figlini - hanno difficoltà a comprendere questa situazione, sono totalmente disorientati e non è raro che si arrabbino con i medici che non hanno, però, alcuna responsabilità".

E poi c’è la questione delle quantità: "Un 20% meno di quanto annunciato in prima battuta e a quanto era nelle intenzioni di vaccinazione della Regione. La campagna ha smosso l’interesse della gente e spinto anche persone che non l’avevano mai fatta a informarsi e chiedere di poter effettuare il vaccino. E adesso qualcuno scopre che non potrà farlo, succederà che nelle stessa famiglia un soggetto a rischio per la professione si è vaccinato e i genitori anziani magari no. Quindi – conclude il presidente Figlini - diciamo che quest’anno, nella condizione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, i vaccini antinfluenzali sono stati forniti in quantità minore rispetto a quanto dichiarato inizialmente e distribuiti male".

Francesca Bianchi