Il cardiologo pisano Maurizio Cecchini
Il cardiologo pisano Maurizio Cecchini

Pisa, 18 gennaio 2020 - Un messaggio che promette di salvarti la vita con un colpo di tosse ma è una bufala. Smentita dai siti specializzati nel verificare proprio le notizie e anche dagli esperti. Una sorta di catena di Sant’Antonio con promesse miracolose arrivata fino a Pisa. "Diciamo che sono le 19:25 e stai andando a casa (solo ovviamente) dopo una giornata di lavoro insolitamente difficile", si spiega nella ‘comunicazione’ che prosegue: "Sei davvero stanco, sconvolto e frustrato e improvvisamente, inizi a provare dolore al petto che comincia a irradiarsi nel braccio, mascella e cuore. Sei a soli cinque chilometri dall’ospedale più vicino a casa". Lo scenario è verosimile. Non lo è, vero, il resto dell’annuncio che per lo più circola su whatsapp.

Quindi, la domanda: "Come sopravvivere a un attacco di cuore quando si è SOLI?", prosegue il proclama. "La persona il cui cuore batte male... e che comincia a sentirsi debole, ha solo circa 10 secondi prima di perdere conoscenza". Ma ci sarebbe un trucco. Basta conoscerlo: la spiegazione è dettagliata. "Queste vittime possono aiutare se stesse tossendo ripetutamente e con molta forza. Un respiro profondo da prendere prima di ogni tosse e tossire profondamente e in modo prolungato, come durante la produzione di espettorato nella parte inferiore del torace. La respirazione e la tosse devono essere ripetute ogni due secondi e tenere premuto fino all’arrivo, o fino a quando il cuore riprende a battere normalmente di nuovo. Respirare profondamente per portare ossigeno nei polmoni e i colpi di tosse rianimano il cuore e mantiene il sangue in circolazione. La pressione sul cuore aiuta anche a ripristinare la frequenza cardiaca normale". "In questo modo - la conclusione - le vittime di un attacco di cuore possono andare in ospedale". Quindi, l’invito a inoltrare. A non inviare barzellette agli amici ma questo breve comunicato.

Frustrato, sì, per le informazioni sbagliate che girano sui social, inviate anche a lui da qualche ignaro conoscente, è il dottor Maurizio Cecchini che da anni si batte, con la ‘sua’ onlus, per diffondere la cultura del defibrillatore, quello sì, un salva-vita: "Si confondono infarto con arresto cardiaco. Quante persone conosciamo sopravvissute al primo? Il secondo, invece, non si racconta se non si viene rianimati". Quindi, dire che "tossire può salvare la vita durante un arresto cardiaco è una cretinata. Perché una persona morta non può tossire. Mentre quando si ha un infarto si può tossire quanto ci pare ma questo rimane".