Il papà mostra il letto dove è stato trovato lo straniero
Il papà mostra il letto dove è stato trovato lo straniero

Pisa, 19 febbraio 2019 - Il peggiore degli incubi è diventato realtà per un bambino di 10 anni che, aprendo la porta della propria cameretta, ha scoperto uno sconosciuto nel suo letto. «Babbo, aiuto! C’è uno avvolto nella mia coperta». Il piccolo lo ha quasi sussurrato all’orecchio del papà per paura di svegliare ‘l’uomo nero’. Lo ha preso per mano accompagnandolo terrorizzato a vedere l’inquietante scoperta. È bastato poco per capire che non era uno scherzo.

«Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto quella sagoma e ho sentito russare – racconta M. (l’iniziale per tutelare i protagonisti della disavventura) in esclusiva a La Nazione –. Ho fatto allontanare mio figlio e mia moglie per chiamare la polizia. Avevo paura che si alzasse e ci facesse del male. La prima preoccupazione è stata mettere i miei cari al sicuro». Le Volanti sono arrivate in un baleno alle 21.30 di sabato. Ai poliziotti l’onere di scuotere dal sonno l’intruso che d’istinto, in un italiano incerto, ha blaterato di aver pagato lo «Zio» per poter dormire lì. Quasi sorpreso ha seguito gli agenti in Questura dove il tunisino è stato identificato e denunciato (per la seconda volta in poche ore, l’ultima volta appunto per violazione di domicilio), per poi tornare libero poco dopo. Così come impone la legge.

L’antefatto. Verso le 19 dello stesso giorno dalla palazzina di via Brunelleschi, nel cuore del Cep, una richiesta di aiuto al 113. Dall’altra parte del filo una signora che vive proprio in quel condominio Apes. Sotto choc, racconta di un uomo – «un giovane, dalla pelle olivastra, forse magrebino» – che da un’ora sta urlando sotto la sua finestra chiedendo ad un fantomatico ‘zio’ di poter entrare in casa a dormire. All’arrivo degli agenti, dell’esagitato però nessuna traccia. «Avevamo sentito anche noi questa persona sbraitare dal giardino. Stava guardando il palazzo. Una scena purtroppo abbastanza frequente da noi – continua il coraggioso M. che ha saputo gestire con lucidità una situazione da brividi –. Quando alle 20 siamo usciti fuori però non c’era nessuno».

Rientrando dopo cena, la scoperta della finestra di cucina sfondata e poi dello straniero nel letto. «Deve essersi arrampicato fino al nostro balcone, aggrappandosi alla grondaia che abbiamo trovato spezzata. Credeva di aver diritto a dormire da noi, aveva pure messo il cellulare in carica. Uno sconosciuto in camera: è stato orribile, il mio bimbo è sconvolto e non vuol più mettere piede in casa. Sabato abbiamo dormito in albergo per calmarlo – spiega il residente che negli anni, a più riprese, ha segnalato ad Apes, alle istituzioni e alle forze di polizia le ‘brutte frequentazioni’ del condominio nei pressi del quale sono stati recentemente arrestati alcuni spacciatori –. Non possiamo più vivere serenamente qui. Quell’individuo si aggira da tempo al Cep e potrebbe tornare da noi. Abbiamo chiesto aiuto anche all’assessore Gambaccini che si è interessata al caso, nell’intento di cercarci una nuova sistemazione».