"Azzerare liste d'attesa a Pisa: Comune assuma personale"

Il Pd, La città delle persone e Sinistra Unita per Pisa chiedono alla giunta di assumere personale per azzerare le liste di attesa per il nido. La maggioranza di centrodestra boccia la richiesta. Trapani denuncia un tasso di interessi troppo alto.

"Asili nido, azzerare liste d’attesa. Il Comune assuma personale"

"Asili nido, azzerare liste d’attesa. Il Comune assuma personale"

"Assumere personale per azzerare le liste di attesa per il nido". E’ quanto hanno chiesto alla giunta La città delle persone, Sinistra Unita per Pisa e Pd in un ordine del giorno respinto dalla maggioranza di centrodestra. Prima firmataria del documento, la consigliera comunale della lista civica e progressista, Emilia Lacroce: "Il diritto all’educazione deve essere garantito a tutti i bambini, non possiamo accettare che i destini scolastici e professionali siano determinati alla nascita dalle condizioni socio-economiche della famiglia di origine. Quello dell’accesso universale all’educazione nella prima infanzia è un obiettivo dell’Agenda 2030 dell’Onu e, anche alla luce della misura Nidi Gratis messa in campo da Regione Toscana grazie ai fondi Fse, è importante che il Comune si attrezzi per rendere effettivo questo diritto. Ecco perché chiedevamo un piano di assunzioni così da ridurre le liste d’attesa. Quella di garantire l’accesso al nido è una misura importante per contrastare disuguaglianze economiche ed educative fin dalla prima infanzia, ecco perché l’annuncio del governo di voler riconoscere la gratuità solo dal secondo figlio è insufficiente e ingiusta. Per fortuna, in Toscana, siamo già più avanti dato che qui il nido è gratis anche per il primo figlio. A Pisa la misura del Governo sarebbe inattuabile con gli attuali posti e le attuali risorse". Infine, il capogruppo del Pd, Matteo Trapani, ha denunciato che "la maggioranza ha bocciato la mia richiesta di intervento sul tasso di interessi applicato a tutti coloro che decidono di rateizzare il debito che hanno con il Comune: sono molti i cittadini e le imprese che hanno debiti con il Comune e ne chiedono una sua rateizzazione, ma il nostro regolamento prevede una quota fissa al 3% più il tasso legale previsto e si rischia di dover pagare fino all’89% di tasso sul quanto dovuto creando discriminazioni".