Aveva salutato il quartiere nel 2012, quando l’ordine lo aveva trasferito a Livorno dopo la decisione di chiudere il convento, anche se aveva continuato a frequentare San Giusto fino a quando le condizioni di salute glielo aveva consentito. Padre Stefano Capri non c’è più e con lui se ne va uno...

Aveva salutato il quartiere nel 2012, quando l’ordine lo aveva trasferito a Livorno dopo la decisione di chiudere il convento, anche se aveva continuato a frequentare San Giusto fino a quando le condizioni di salute glielo aveva consentito. Padre Stefano Capri non c’è più e con lui se ne va uno dei capitoli più significativi della storia della chiesa pisana, quella dei Cappuccini di San Giusto, di cui il frate è stato colonna portante per quasi 60 anni, dal 1962 al 2012, anno della chiusura del convento. Se n’è andato all’età di 85 anni, a Firenze, all’infermeria dell’ordine dei cappuccini, dov’era ricoverato da qualche tempo, assistito dai confratelli. Sarà ricordato venerdì pomeriggio alle 18, nella Chiesa dei Cappuccini di San Giusto, intitolata a San Donnino, con una messa in suffragio celebrata da padre Andrea Pighini, anch’egli cappuccino e amico di padre Stefano. "Uomo arguto e di grande cultura, in ogni settore del sapere, figura di elevato spessore religioso e morale, maestro nella preghiera, con i suoi carismi è stato riferimento prezioso per religiosi e laici, per tante famiglie e generazioni di giovani, che hanno trovato in lui una guida sicura e amorevole – ho hanno ricordato nei giorni scorsi i fedeli di San Giusto -. Il suo era un insegnamento solido e ricco, impreziosito dalle innumerevoli citazioni bibliche e filosofiche che recuperava nella sua memoria eccezionale: ma era la sua grande semplicità a rendere le sue parole amabili e credibili".

Francesco Paletti