Pisa, 5 maggio 2018 «Soprattutto lavoro personalizzato perché ogni giocatore è una macchina diversa che ha bisogno del suo proprio carburante. E poi molto allenamento neuromuscolare e poco organico: perchè ai play-off servirà soprattutto tanta reattività». Eccola qua la “ricetta” per sfruttare al meglio le tre settimane che separano dagli spareggi promozione e presentarsi nelle migliori condizioni al fase clou della stagione. Firmata da Giovanni Bonocore, ex preparatore atletico personale di Del Piero e Pepito Rossi, ideatore di iCryptex Training, l'app per la preparzione atletica utilizzata da tanti grandi club d'Europa a cominiciare dal Manchester City di Guardiola. Ma anche pisano e tifosissimo nerazzurro, club nel quale ha cominciato anche a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Una “ricetta” che, poi, proprio ricetta non è «perchè ingredienti e dosaggio devono sempre variare in considerazione delle caratteristiche dell'atleta e delle condizioni del momento».

Dunque lavoro personalizzato?

«Ne sono convinto ormai da anni tanto da farne la mia professione, anche se mi rendo conto che il serie C ci sono difficoltà e limiti che, a volte, rendono molto complicato adottare questo approccio. Non so come ha lavorato il Pisa durante l'anno, ma se ha sposato questa modalità, adesso ha tutti i parametri che servono per impostare un lavoro mirato sulle necessità dei singoli nelle prossime settimane».

Che cosa si dovrebbe fare da qui all'inizio dei play-off?

«Per rispondere con un minimo di cognizione di causa, bisognerebbe conoscere i giocatori del Pisa e le loro condizioni di forma in questo momento, cosa che non mi è possibile. Posso dire, però, che cosa non si dovrebbe fare ...».

Prego.

«Da tifoso del Pisa mi auguro vivamente che facciano poco lavoro organico. Per capirci, quello basato essenzialmente sulla corsa. Lo dico perchè nel calcio si ricorre spesso a questo tipo di lavoro, a volte anche un po' a casaccio, rischiando di peggiorare la situazione. Invece, in una fase così delicata come i play-off ,c'è bisogno soprattutto di reattività e anche di eccitazione».

Come si allenano queste caratteristiche?


«Con quello che in linguaggio tecnico si chiama lavoro neuromuscolare, una preparazione basata prevalente sull'allenamento della forza ...».

Non c'è, però, il rischio di arrivare imballati alla partita?

«Se il lavoro è fatto bene, direi che invece dovrebbe accadere il contrario: il giocatore si presenta all'appuntamento con quel quid in più di reattività e brillantezza che può aiutare in sfide così delicate. Con Del Piero lavoravamo moltissimo su quest'aspetto anche nell'imminenza della partita».

Che cosa facevate?

«La mattina delle gare di Champions League facevamo un lavoro mirato proprio a stimolare la reattività»

Queste tre settimane di tempo potranno essere utili anche per riportare nelle migliori condizioni chi è reduce da qualche infortunio?

«Sicuramente. Però è bene tenere presente che molti infortuni non impediscono, almeno in una certa misura, di continuare a lavorare quanto meno per non perdere condizione. Nel caso del Pisa penso, per esempio, ad Ingrosso: è vero che è stato fuori a lungo, ma con una frattura all'omero della spalla qualcosa si può, comunque, continuare a fare. Diversa, invece, la situazione di Mannini: paradossalmente, il suo problema è stato meno grave di quello del difensore, ma più invalidante perchè con un'infrazione del metatarso la capacità di movimento per un calciatore è più limitata».