Pecore elettriche
Pecore elettriche

Siena, 15 settembre 2021 - Uno fa Sussi, l’altro Biribissi. Uno è candidato nel collegio di Siena per il posto che fu di Pier Carlo Padoan. L’altro è appena diventato presidente del M5s ma è già stanchino, come Forrest Gump.

Uno è Enrico Letta, e cerca di far litigare Matteo Salvini con Giancarlo Giorgetti (“Sul green pass sono grato al ministro Giorgetti per la sua chiarezza. Il suo è un modo corretto per stare al Governo”), l’altro è Beppe Conte, entrambi in Toscana per la campagna elettorale. Come alleati, ma anche come competitor. 

Il “senese” Letta è a Siena per un incontro sulla cultura con l’immarcescibile Dario Franceschini al circolo La Tuberosa, prestigiosa ex bocciofila nel centro cittadino, realizzata quando un tempo giravano più quattrini (pochissimi giovani, e chi si stupisce?, quelli mica votano Pd). “L’hai trovata la casa a Siena?”, gli dicono i militanti. Ad ascoltarlo, diversi ex sindaci. Da Roberto Barzanti a Pierluigi Piccini, che prendono parola per parlare dei problemi della cultura a Siena. Qualcuno, in realtà, è stato appena risolto: la leghista Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, si è precipitata a Siena per annunciare, al fianco dello sfidante di Letta, Tommaso Marrochesi Marzi, che sarà l’architetto Gabriele Nannetti il nuovo soprintendente alle Belle Arti, Archeologia e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Anche Franceschini, però, che mica è venuto a Siena a far tappezzeria, “ci ha portato la bellissima notizia”, dice Letta, sulla soprintendenza: la nomina di Nannetti, va da sé.

Insomma, c’è una gara a chi porta la novella migliore pur facendo parte dello stesso governo. Ma la gara c’è anche fra chi non solo fa parte dello stesso governo ma pure, benché a queste amministrative a tratti, della stessa coalizione. Basta sentir concionare Conte, a Sesto Fiorentino e Grosseto: “Anche nella città dove non abbiamo raggiunto un’intesa con il Pd noi corriamo affermando la bontà delle nostre proposte che sono solide e concrete, a beneficio della popolazione di riferimento. Il Pd non è un nostro nemico”. Queste sono le idee di Conte, epperò se non vi piacciono ne ha altre, come si capisce con la dichiarazione successiva: “Dico una cosa che forse non appartiene al lessico comune della politica: anche le proposte delle forze di destra io non le demonizzo affatto, sono delle proposte alternative”. Conte bacia tutti.