Firenze, 13 ottobre 2021 - “La scelta di procedere coattivamente nell’immediatezza nei confronti di Giuliano Castellino è stata ritenuta non percorribile dalle autorità di pubblica sicurezza e dai responsabili dei servizi di sicurezza che erano nella piazza, nella considerazione che un intervento coercitivo, eseguito in un contesto di particolare eccitazione e affollamento, presentava l’evidente rischio di provocare reazioni violente da parte dell’interessato e dei suoi numerosi sodali, con la conseguente degenerazione della situazione dell’ordine pubblico”.

Parola del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che oggi pomeriggio al question time alla Camera ha risposto a una domanda - invero molto berciata - di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sui fatti di sabato scorso, quando Castellino e altri facinorosi di Forza Nuova hanno assaltato e devastato la sede della Cgil a Roma.

Luciana Lamorgese

“La condotta di Castellino - ha detto ancora Lamorgese - evidenziatasi in seguito anche in occasione dell’assalto alla sede della Cgil ne ha portato poi all’arresto in flagranza differita insieme ad altri esponenti di Forza Nuova e facinorosi: la sua posizione è ora al vaglio della magistratura per le gravissime contestazioni che gli sono state rivolte”. Accigliata e gridata la replica di Meloni: “La sua risposta, ministro Lamorgese, è offensiva delle forze dell’ordine perché le scene di 7 agenti lasciati a prendere le bastonate davanti alla sede della Cgil è indegna; è offensiva per chi vuole manifestare pacificamente contro le scelte del suo governo ed è offensiva del Parlamento che non è fatto di imbecilli. Lei ministro Lamorgese viene qui e ci dice che sapeva e non ha fatto nulla. E se fino a ieri pensavamo che il problema fosse una sua sostanziale incapacità oggi la tesi è molto più grave e cioè che quanto accaduto sabato è stato volutamente permesso”.