Andrea Tafi
Andrea Tafi

Montecatini, 29 novembre 2018 - La decisione dell’ex campione di ciclismo Andrea Tafi, di volere correre all’età di 52 anni la Parigi-Roubaix del prossimo anno, continua a far discutere, addetti ai lavori e sportivi. Gli ultimi due interventi, entrambi in disaccordo con la decisione di Tafi, sono di altrettanti ex campioni del pedale come Paolo Bettini e Michele Bartoli.

 “Spero che Andrea ci ripensi e non corra la classica del Nord. La sua è un’azione mediatica – dice Bettini - a 52 anni bisogna far altro nella vita, meglio lasciare il posto in squadra a un giovane”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’altro campione toscano Michele Bartoli, tra l’altro compagno di squadra di Tafi ai tempi della Mapei.

“Ammiro Andrea Tafi, ma io al suo posto non lo farei. La mia – prosegue Bartoli intervenuto alla trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro - non vuole essere una critica ma ripeto io sinceramente non lo farei. Ogni volta che faccio qualcosa non deve essere fine a sé stesso, ci vogliono progetti per intraprendere un cammino nuovo. Pensare di prendere parte adesso al Giro delle Fiandre, alla Liegi-Bastogne-Liegi oppure al Giro di Lombardia o ad altre classiche che non ho vinto nella mia carriera, non ha a mio giudizio un senso, tenuto conto dell’età, proprio non me la sento”.

E’ difficile insomma competere con i giovani, il ciclismo rispetto ai suoi tempi è cambiato. “Perfettamente d’accordo, ma io parlo per me stesso. Lavorando con i giovani ho una visione diversa del mio vivere quotidiano. Vedendo e giudicando le cose con il mio modo di pensare non potrei dire diversamente, non mi sentirei in grado di competere con i ragazzini, oggi, a più di 50 anni, ci può essere grande difficoltà a stare in gruppo. Ripeto, ho ammirazione per Andrea che vuole rimettersi in gioco, ma io credo proprio che non riuscirei a fare questa cosa”.