Truffa sventata dal dirigente della società e dai carabinieri di Forlì
Truffa sventata dal dirigente della società e dai carabinieri di Forlì

Forlì, 10 dicembre 2018 - Una società di carburanti con sede a Roma vuole aprire distributori anche in Romagna e per farsi conoscere sceglie di sponsorizzare squadre sportive. Sul piatto mette una somma appetibile per chi lavora a livello giovanile e dilettantistico: 12mila euro. Tutto bello, peccato fosse una truffa. Sventata dalla vittima, Luca Ghetti, allenatore e responsabile del settore giovanile dell’Asd Meldola (Forlì), e dai carabinieri di Meldola che hanno denunciato due uomini per truffa e sostituzione di persona aggravata dalla continuazione del reato.

I due somo un 63enne residente a Montecatini Terme e un 81enne di Peccioli (Pisa), oggi residente a Salsomaggiore (Parma). Entrambi sono pluripregiudicati. Stavolta scelgono il nome di una società realmente esistente. Inventano un indirizzo mail plausibile (ovviamente non quello reale). Il 63enne si spaccia per legale rappresentante e contatta Ghetti via mail, poi telefonicamente. "Naturalmente – precisa per non destare sospetti – sponsorizzeremo anche altre società".

I sospetti vengono lo stesso allorché viene finalmente fissato un appuntamento faccia a faccia in un palazzo del centro di Cesena, dove i toscani affermano di avere un ufficio. Ghetti però quel giorno trova solo un foglio di carta bianco appeso al portone a indicare la presenza della società romana. La stanza è spoglia: una scrivania, due sedie, nessun computer né mobili. I due aspiranti sponsor offrono 12mila euro, che verserebbero con assegno: cifra enorme per società che si alimentano con la passione di tanti volontari e piccolissimi sostenitori locali. In cambio chiedono 1000 euro per rimborso spese. La possibile vittima decide di rivolgersi ai carabinieri per vederci chiaro. Il giorno stabilito, quando l’assegno – rivelatosi poi falso – passa di mano, spuntano gli uomini dell’Arma. Si era presentato però solo l’81enne. Il 63enne è irreperibile.

Luca Ghetti, che nella vita di tutti i giorni gestisce in paese il bar ‘La Rotonda’, ha le idee chiare: "Dopo l’aver scoperto il tentativo di truffa, quello che mi preme ora è mettere in guardia le altre società della zona da simili situazioni. Questi personaggi avevano studiato tutto a puntino; potrebbero riprovarci altrove e penso sia meglio far sapere a tutti quello che può accadere. Fa davvero male che, a fronte di tanto impegno spesso volontaristico sul quale si basano tante società che s’impegnano per permettere a tanti ragazzi di praticare un qualsiasi sport, ci sia chi organizzi simili raggiri per sfruttare la buona fede di tanti".