Un’agente della polizia municipale è stata accusata di innumerevoli assenze dal posto di lavoro, tra il 2012 e il 2016, avvalendosi, secondo un esposto, di certificazioni non idonee per giustificare visite mediche e controlli sanitari sostenuti da lei e dai figli. Alla fine, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana ha assolto la donna (della quale non pubblichiamo il nome a tutela della riservatezza delle sue condizioni sanitarie e di quelle dei congiunti) dalle domande di risarcimento avanzate...

Un’agente della polizia municipale è stata accusata di innumerevoli assenze dal posto di lavoro, tra il 2012 e il 2016, avvalendosi, secondo un esposto, di certificazioni non idonee per giustificare visite mediche e controlli sanitari sostenuti da lei e dai figli. Alla fine, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana ha assolto la donna (della quale non pubblichiamo il nome a tutela della riservatezza delle sue condizioni sanitarie e di quelle dei congiunti) dalle domande di risarcimento avanzate a vario titolo dalla Procura, che ammontavano a 7.454,26 euro. In seguito all’esposto, dove si segnalavano continue assenze da parte della dipendente dal posto di lavoro, la Procura della Corte dei Conti ha svolto una serie di indagini, delegate alla Guardia di Finanza e al Nas dei carabinieri. Per questo è stato chiesto un risarcimento complessivo di 7.454,26 euro, di cui 2454,26 a titolo di danno patrimoniale diretto e 5mila per quello di immagine subito dall’amministrazione. Il procedimento sarebbe dovuto iniziare nel 2018, ma per un problema legato alla notifica degli atti, la Corte pronunciò l’inammissibilità. La donna, assistita dall’avvocato Luca Righi, ha contestato l’esposto da cui è scaturita la vicenda, giudicandolo troppo generico per costituire una notizia di danno per cui ogni atto processuale seguito all’illegittimo avvio delle indagini sarebbe nullo. La dipendente del Comune ha chiesto inoltre la sospensione del procedimento, in attesa della definizione del processo penale pendente al tribunale di Pistoia. La Corte dei Conti ha stabilito l’impossibilità di accogliere questa richiesta, in base alle previsioni della normativa. La magistratura contabile però ritiene che le domande avanzate dalla Procura nei confronti della donna siano infondate e debbano essere respinte. La Procura, sulla base delle indagini svolte dai Nas di Firenze, non ha contestato alla convenuta condotte truffaldine, in particolare di aver consegnato all’amministrazione certificazioni mediche false. Ha invece contestato irregolarità di tipo formale che le renderebbero non idonee a giustificare le assenze. La Corte invece ritiene che la donna abbia aggiunto validi motivi per giustificare la mancata presenza in ufficio. Gli specialisti interessati hanno confermato ai Nas varie problematiche della donna e dei figli, chiarendo anche varie irregolarità formali relativi alle certificazioni. La Corte dei Conti oltre ad assolvere la dipendente del Comune da ogni richiesta avanzata dalla Procura ha stabilito in suo favore, a titolo di rimborso delle spese legali, mille euro.

Daniele Bernardini