Montecatini,  6 settembre 2018 - All'interno del suo intestino c’erano 350 dosi di eroina, pronte per essere espulse e rivendute ai tossicodipendenti. Gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Montecatini, diretto dal vicequestore Mara Ferasin e al momento retto da Floriana Gesmundo, hanno arrestato G.W., nigeriano di 37 anni, mentre spacciava all’interno del parco di Villa Ankuri al confine fra Buggiano e Massa e Cozzile. L’area verde è molto frequentata dai cittadini, che la attraversano spesso per portare i cani a passeggio.

L’intervento è nato in seguito alle segnalazioni fatte dai cittadini alla polizia e all’attività di controllo delle volanti del commissariato. Il pusher, ben fornito di droga, veniva contattato dagli acquirenti, tossicodipendenti che frequentano il Sert di Montecatini, per telefono.  Gli agenti del commissariato, a partire da giugno, hanno eseguito vari appostamenti al fine di attestare il maggior numero possibile di cessioni dello stupefacente, passaggio fondamentale per ottenere l’arresto dello spacciatore. Il nigeriano cambiava spesso postazione all’interno del parco di Villa Ankuri e arrivava sul posto utilizzando mezzi pubblici.

Alla fine, lunedì mattina, la polizia, temendo una possibile fuga dell’uomo, che aveva chiesto asilo politico a Cremona, ha deciso di intervenire. Il nigeriano, arrivato in autobus da Pescia, era appena salito a bordo della macchina di un tossicodipendente, quando il mezzo è stato fermato dalla polizia. In base a una prima perquisizione, lo spacciatore è stato trovato in possesso di 255 euro, in banconote di piccolo taglio, e di un cellulare.  La polizia però sapeva che la ricerca dello stupefacente doveva essere fatta in modo più... interno. Così, dopo aver ottenuto l’autorizzazione del pubblico ministero Luigi Boccia, l’uomo è stato sottoposto a una Tac all’ospedale di Pescia.

L’esame ha mostrato la presenza di alcuni ovuli nell’intestino del nigeriano. Così, in base alla somministrazione di alcuni farmaci lassativi, i medici hanno costretto il nigeriano a espellerli. Gli ovuli, inseriti nell’intestino per via transrettale, erano sette e contenevano un totale di 65 grammi di eroina raccolta in 25 palline termosaldate. La droga sarebbe poi stata divisa in 350 dosi, per una valore complessivo di circa 9-10mila euro. Gli agenti del vicequestore Ferasin non escludono che da questa attività possono nascere ulteriori filoni legati ai grossisti della droga. Il nigeriano è stato portato nel carcere di Santa Caterina a Pistoia. La pratica per la sua richiesta di asilo politico, avviata nel 2015, tra l’altro, non verrà chiusa, in modo positivo o negativo, prima della fine dell’anno prossimo.