Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile
Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile

Montecatini 10 luglio 2019 - La Corte di Appello di Firenze riduce da sei anni e due mesi di reclusione a cinque anni la pena per un uomo di 67 anni, allenatore di pallavolo e residente in Valdinievole, accusato di atti sessuali con minore. La provvisionale, il risarcimento immediato per le parti civili, è stato ridotto di circa 30mila euro rispetto a quanto stabilito nel procedimento abbreviato, tenuto lo scorso anno davanti al giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Pistoia.  I fatti risalgono alla fine del 2017, quando la madre di una ragazzina di circa 13 anni iniziò a essere preoccupata per le condizioni psicologiche della figlia.

La donna si confidò con uno psicoterapeuta che la mise in guardia sui rischi a cui può andare incontro oggi una giovanissima. Grazie alla collaborazione dell’avvocato Claudio Del Rosso, legale di famiglia, i genitori riuscirono a duplicare il profilo whatsapp della figlia per capire con chi potesse avere rapporti fuori dalla sfera delle amicizie. Le conversazioni spalancarono le porte dell’inferno per la famiglia, con chiari riferimenti a quello che la ragazzina stava subendo. 

I genitori, distrutti dalla terribile rivelazione, presentarono subito una denuncia alla Procura di Pistoia. Le indagini vennero affidate alla squadra mobile, diretta dal vicequestore Antonio Fusco. La polizia di Stato avviò subito un’attività di intercettazioni e monitoraggio dei cellulari utilizzati dalla ragazza e dall’allenatore. L’uomo, dopo qualche tempo, si accorse che qualcosa non andava e iniziò i preparativi per la fuga, ma la squadra mobile lo arrestò prima che potesse darsela a gambe. L’allenatore, al quale è stata interdetta la possibilità di seguire ancora squadre giovanili, si trova oggi agli arresti domiciliari, in seguito a un ricorso presentato dal suo legale, Francesca Vanni del foro di Pistoia, contro il provvedimento di carcerazione del Gip

Claudio Del Rosso, avvocato di parte civile, sottolinea come la sentenza confermi comunque i fatti e la gravità di quanto avvenuto. "La riduzione della pena – spiega – è senza dubbio minima, probabilmente ispirata da altre sentenze relativi a casi simili, anche più gravi. Il fatto è stato comunque riconosciuto anche dalla Corte di appello. Accettiamo quindi la sentenza".