Pantaleoni, un nuovo passaggio

Ora la Procura fa appello contro l’assoluzione per due reati di cui era accusato il poliziotto.

Pantaleoni, un nuovo passaggio
Pantaleoni, un nuovo passaggio

Quasi un anno fa è stato condannato a sei anni e otto mesi di detenzione dal tribunale di Pistoia per vari reati, tra cui circonvenzione di incapace, autoriciclaggio e truffa ai danni dello Stato. Gianluca Pantaleoni, viceispettore della polizia stradale, in servizio a Lucca e distaccato alla sottosezione di Montecatini al momento del suo arresto, avvenuto, alla fine del 2019, è stato invece assolto per le accuse di corruzione, riciclaggio, abbandono di servizio e traffico di influenze illecite. Il poliziotto, assistito dall’avvocato Giovanni Cantelli del Foro di Napoli Nord, ha presentato da alcuni mesi ricorso alla Corte d’Appello. Ma non è stato l’unico a rivolgersi al secondo grado di giudizio. La Procura di Pistoia è ricorsa in appello sui reati di traffico di influenze illecite e abbandono del posto di servizio, per i quali in primo grado è stato assolto.

Le motivazioni addotte, secondo i pubblici ministeri Giuseppe Grieco e Leonardo De Gaudio, sono riconducibili ad una erronea valutazione circa la utilizzabilità delle intercettazioni dove il tribunale di Pistoia è pervenuto ad un giudizio di assoluzione affermando la inutilizzabilità. Per quanto riguarda l’abbandono del posto di servizio, la procura ritiene invece che sia stata omessa la valutazione di elementi di prova ulteriori rispetto alle intercettazioni, richiamando nello specifico le deposizioni dei testi della polizia giudiziaria. L’avvocato Cantelli si associa alle motivazioni della sentenza di assoluzione del collegio giudicante per questi reati. Pantaleoni, ricorda, in forza di un rapporto di buona conoscenza di lunga durata con l’imprenditore Pandolfo si sarebbe limitato, come di consuetudine, a controllare lo stato di un procedimento amministrativo inerente il porto d’armi. Pantaleoni, sottolinea il difensore, è ricorso agli ordinari rimedi di tutela amministrativa e mai dall’imprenditore ha ricevuto promesse o denaro come contropartita per l’interessamento. "In merito all’abbandono dal posto di servizio, risulta lapalissiano - sostiene Cantelli - che la competenza autostradale si estenda anche fuori dal casello di Montecatini. Peraltro, conclude il difensore, l’accusa viene formulata attraverso la cella telefonica dell’altro poliziotto gregario rimasto immune dall’azione penale, simil stabunt simul cadent le pattuglie della polizia non sono monoposto".

Da.B.