Il pubblico presente il 3 novembre in consiglio comunale

Montecatini, 8 maggio 2018 -  Ha pagato un risarcimento di 1000 euro, 500 al sindaco e 500 al Comune, la donna denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale, in seguito all’esposto presentato da Giuseppe Bellandi, relativo ai fatti avvenuti durante il consiglio comunale di venerdì 3 novembre. Il primo cittadino, da parte sua, ha deciso di donare i soldi ricevuti alla casa di riposo di Montecatini Alto. Il risarcimento, eseguito prima dell’eventuale rinvio a giudizio, comporta l’estinzione del reato, in base a quanto previsto dal codice penale.

La donna, una settantenne che vive nella zona Sud, non dovrà così portare alcun riferimento alla vicenda nella sua fedina penale. Venerdì 3 novembre 2017, Marina Azara, madre di Roberto Bollero, aveva convocato un sit in di protesta davanti al municipio, in seguito all’aggressione che, oggi, in base alla recente archiviazione del Gip, risulta non essere mai avvenuta, al figlio. Lo scopo era quello di protestare contro le condizioni della sicurezza in città, sollecitando il sindaco Bellandi a intervenire in maniera più incisiva.

Quel giorno, in Comune, era in programma una seduta del consiglio. E se, dopo un primo colloquio tra Bellandi e Azara, la situazione sembrava abbastanza pacata, il confronto si è fatto più acceso alcuni minuti più tardi. Numerosi partecipanti al comizio, infatti, hanno deciso di salire le scale per entrare nella sala del consiglio. Mentre si svolgeva l’assemblea cittadina, una di loro ha urlato apprezzamenti poco carini nei confronti del sindaco. Bellandi, alcuni giorni dopo, ha presentato un esposto in merito ai fatti avvenuti.

Agli atti, sono state acquisite le riprese video del sistema che trasmette, su Internet, le immagini del consiglio. La procura, in seguito, ha deciso di contestare il reato all’anziana donna. In base all’articolo 341bis del codice penale, commette la violazione “chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”. La norma ricorda che “ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno mediante risarcimento di esso, sia nei confronti della persona offesa, sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”. Il risarcimento effettuato dall’anziana chiude così l’ultimo capitolo ancora aperto della vicenda relativa all’aggressione, mai avvenuta secondo il recente provvedimento del gip, a Roberto Bollero.