Gli agenti del commissariato sono entrati nell’abitazione, bloccando il giovane che dava in escandescenze
Gli agenti del commissariato sono entrati nell’abitazione, bloccando il giovane che dava in escandescenze
Quella donna era ormai sull’orlo della disperazione e temeva per la sorte del bambino di pochi mesi. Il figlio maggiore, un marocchino di 24 anni e con vari problemi giudiziari, la minacciava di continuo, fin da quando aveva accettato di ospitarlo, dopo il suo ritorno dalla Spagna, pur sapendo che era sottoposto all’obbligo di firma. Alla fine...

Quella donna era ormai sull’orlo della disperazione e temeva per la sorte del bambino di pochi mesi. Il figlio maggiore, un marocchino di 24 anni e con vari problemi giudiziari, la minacciava di continuo, fin da quando aveva accettato di ospitarlo, dopo il suo ritorno dalla Spagna, pur sapendo che era sottoposto all’obbligo di firma. Alla fine il giovane è stato arrestato dalla polizia e condotto al carcere di Prato. Chiedeva di continuo denaro alla donna, con atteggiamenti arroganti e violenti, sfociati spesso in atti di autolesionismo. Tale comportamento aveva causato alla donna un forte stato di ansia, aggravato dalla preoccupazione per l’altro figlio di pochi mesi.

Dopo l’ennesima lite, la donna decise di restare tutto il giorno fuori casa, dove il figlio maggiore era barricato. Il giovane, dopo averla minacciata, iniziò a inviarle messaggi audio su WhatsApp, dicendole di avere un coltello con cui si sarebbe procurato dei tagli e ribadendo che avrebbe dato fuoco a tutto se lei non fosse tornata. Gli agenti di polizia, giunti in via Manzoni, sono entrati e hanno bloccato l’uomo in stato di alterazione psicofisica. Aveva il braccio destro sanguinante e ripeteva di voler morire gettandosi dalla finestra. Gli agenti lo hanno convinto a sdraiarsi e a farsi disarmare. Il marocchino era in possesso di un taglierino e di una lametta, con la quale si è tagliato il braccio davanti ai poliziotti. E’ stato subito soccorso con stracci di fortuna, fino all’arrivo dei sanitari. Su un tavolo sono state trovate altre tre lame dello stesso tipo. Dopo essere stato medicato all’ospedale di Pescia e identificato, in seguito alla decisione della Corte di Appello di Firenze il marocchino è stato portato in carcere.

Daniele Bernardini