Larciano (Pistoia), 11 marzo 2018 - Una carriera avviata come fotografa, ma la voglia di ricostruire un futuro lavorativo in un paese che potesse offrire qualcosa di più. Giuseppina Naso, da anni residente a Larciano, fa parte della carica degli italiani che hanno fatto le valigie per rimettersi in gioco, portando la propria attività all’estero, al di là dell’Adriatico, in Albania, in un Paese che negli ultimi anni ha cominciato ad accogliere sempre più nostri connazionali.

"Nel 2008 ho aperto il mio primo studio fotografico a Larciano – racconta Giuseppina – che andava a gonfie vele. Realizzavo servizi fotografici di ogni tipo e insegnavo anche ai ragazzi delle scuole ad indirizzo grafico, che venivano da me ad imparare il mestiere. Qualche anno dopo, nel 2013, mi sono anche trasferita con lo studio a Lamporecchio, perché avevo bisogno di uno spazio più grande per il mio lavoro. Insomma, niente da lamentarsi, se non per le tante tasse, che un libero professionista, con una partita iva, in Italia, è costretto a sostenere e che con il passare del tempo, cominciavano a pesare sempre di più".

Un peso, quello delle tasse, che ha fatto prendere a Giuseppina la decisione di partire, alla veneranda età di 52 anni, insieme al marito pensionato, alla riscoperta di una carriera come fotografa tra Scutari e Tirana. "Avevo sentito parlare di questo boom economico dell’Albania e dei tanti italiani che negli ultimi anni si erano trasferiti lì e anche io ho voluto provare". È stato tramite una vacanza e la conoscenza di clienti albanesi che Giuseppina si è messa in contatto con altre persone che prima di lei, si erano trasferite per informarsi sul come realizzare burocraticamente il tutto.

E così è stato. «Nel 2015 ho chiuso la partita Iva in Italia e ho aperto quella albanese, trasferendomi in un Paese in espansione dove la vita è meno cara, appoggiandomi inizialmente ad altri professionisti del mio settore, realizzando servizi fotografici di diverso tipo – continua a raccontare - Un esempio? Con una partita Iva albanese su un reddito di 36mila euro di fatturato, compresa il commercialista, le tasse da pagare sono di 1.750 euro l’anno".

La vita poi, non va sempre come si è programmato e per motivi familiari imminenti, Giuseppina e il marito, dopo cinque mesi dalla partenza sono dovuti rientrare a Larciano, dove pochi mesi fa ha riaperto l’attività. "Ma la mia partita Iva albanese è solo sospesa e il mio futuro lo vedo ancora in Albania. Il mio è stato un atto di coraggio e ribellione nei confronti dell’Italia che è bella, ma non ti fa respirare. L’Albania invece sta crescendo. Il mio cuore è rimasto lì e presto, forse, ci tornerò".