Montecatini, 31 agosto 2018 - Non si ferma dopo aver provocato un incidente, ma i la polizia municipale di Montecatini lo rintraccia e lo denuncia. Il provvedimento è scattato ai danni di M.V. di 38 anni, residente a Monsummano, che nella mattinata di ieri ha causato l’incidente e poi si è dato alla fuga senza prestare soccorso. E’ avvenuto in viale San Francesco (zona della chiesa di S. Antonio), dove un furgone ha violentemente urtuato un‘auto guidata da una donna di 30 anni in compagnia del proprio figlio di due. L’autocarro non si è fermato e la donna ha così richiesto l’intervento dei vigili. Dalla centrale operativa del comando sono state diramate le ricerche dell‘ autocarro. Poco dopo una pattuglia in servizio ha intercettato e intimato l’alt al veicolo ricercato. All’inizio il conducente monsummanese ha negato qualsiasi addebito, ma poi, dopo averlo identificato e ricondotto sul luogo del sinistro, è stato riconosciuto senza il minimo dubbio dalla controparte e in base all’analisi dei danni presenti e compatibili sui veicoli. A quel punto a M.V. non è rimasto altro che ammettere le proprie responsabilità.

Adesso l’uomo rischia pesanti sanzioni. Il reato di fuga prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni. «L‘obbligo di fermarsi dopo aver causato un incidente – spiega la municipale – scatta nei confronti di chiunque si allontana dal luogo del sinistro senza prestare soccorso o per chi si esime dal dare le proprie generalità e i dati del veicolo che conduce. L’attuale giurisprudenza si è particolarmente inasprita per questa tipologia di reati. Secondo la Cassazione il reato di fuga si configura anche nei confronti di chi effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo. Si pensi al caso del conducente che dopo lo scontro esce dalla macchina e, vedendo che l’altro automobilista è sostanzialmente in buone condizioni, se ne va. Il conducente è stato riconosciuto colpevole perche ha il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente per una durata che si estende per tutto il tempo necessario all’espletamento delle prime indagini finalizzate all’identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto.

«Il mio paluso – dice il comandante Domenico Gatto – va agli agenti che hanno operato durante il rilievo del sinistro stradale e che si sono adoperati prima di tutto nell’individuare l’autore di un reato e denunciarlo. Non bisogna dimenticare che l’identificazione dell’autore del sinistro ha consentito di fornire al conducente dell’altro veicolo coinvolto i dati necessari per iniziare la procedura del risarcimento del danno».