Monsummano Terme, 22 agosto 2018- Se le autorità hanno il dovere di celebrare, la gente ha il diritto di sapere. Hanno aspettato più di 60 anni per ottenere una giustizia che non si è ancora del tutto compiuta, i sopravvissuti ed i parenti delle 174 vittime dell’eccidio del Padule di Fucecchio, dove morirono donne, vecchi e bambini trucidati dai nazisti grazie al tradimento di un fascista del luogo. La cerimonia che si terrà giovedì a Monsummano, il Comune che con i suoi oltre ottanta morti ha subito il tributo di sangue più pesante tra gli altri territori coinvolti dalla strage del 23 agosto 1944, è un tradizione che rinnoverà il dolore di quei giorni ma anche la cultura delle memoria.

Adriana Baldi, Giovanna Simoni, Enrico Iozzelli, Angiolo Fidi, Giovanni e Giovanna Simoni, Quinto Malucchi, Santi Arinci, Tosca Lepori, Vittoria Tognozzi, Oriano Baldi, Serafino Mazzei ultimi superstiti del massacro o parenti delle vittime e ultimi preziosi depositari della memoria storica dei quei tragici giorni vedranno tramandare alle generazioni più giovani la cronaca di quei tragici fatti, quando all’alba e fino all’ora di pranzo fu eseguito l’ordine impartito dal colonnello Crasemann: «Vernichten», annientare. L’eccidio si consumò «in gronda», cioè ai bordi del Padule dove era sfollata la maggior parte della popolazione, poiché i reparti nazisti non giunsero mai nel centro di esso, temendo eventuali ma inesistenti attacchi partigiani.

A Monsummano domani, giovedì 23 agosto alle 8 del mattino si celebrerà dunque la commemorazione a Cintolese, con la celebrazione della santa messa nella chiesa di San Leopoldo officiata dal vescovo Roberto Filippini, a cui seguirà la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti e al Cimitero di Cintolese. Alle 21 i quaranta alunni delle scuole di Monsummano Terme, porteranno in scena, a Villa Renatico Martini, lo spettacolo teatrale «Le note della memoria», a cura della compagnia teatrale Mimesis e dell’Accademia Musicale della Valdinievole.

«Abbiamo voluto che i ragazzi lavorassero sulla memoria, sui ricordi dei sopravvissuti con cui siamo in contatto da anni ormai – spiega Stefano Tognarelli dell’associazione teatrale Mimesis – Considerando la giovane età dei bambini che porteranno in scena la memoria di quei fatti, abbiamo voluto creare uno spettacolo in cui prima mostreranno loro stessi come era la vita nel Padule di Fucecchio prima dell’eccidio e poi cosa accadde quel tragico 23 agosto. E’ fondamentale passare il testimone della memoria ai ragazzi, per non dimenticare». Lo spettacolo sarà accompagnato dalle note degli allievi dell’accademia musicale della Valdinievole.