Un'ambulanza (foto di repertorio)
Un'ambulanza (foto di repertorio)

Montecatini 4 gennaio 2019 - Tre morti per overdose nel giro di appena quattro mesi a Montecatini e nelle immediate vicinanze. Era molto tempo, forse oltre vent’anni, che la droga non portava via così tante vite nella zona in un lasso di tempo così breve. Ad agosto, dietro l’ippodromo, un uomo di 54 anni è morto per overdose da cocaina. Pochi giorni dopo, un altro giovane, consumatore dello stesso stupefacente, è spirato nella notte, nella sua casa di Pieve a Nievole.

E, infine, nella notte di Capodanno, una ragazza di nemmeno trent’anni, che utilizzava eroina, è morta nella sua abitazione in via Bovio, a Montecatini. Il problema degli stupefacenti, come dimostrano le numerose operazioni condotte dalla polizia di Stato e dai carabinieri in Valdinievole, è più forte con mai, con pesanti ricadute sociali. Lo stupefacente più consumato, in base ai sequestri effettuati dalle forze dell’ordine, è senza dubbio l’eroina. La droga, nei mesi scorsi, è stata venduta in vari quartieri di Montecatini, a pochi metri dalle scuole, dagli oratori dove giocano numerosi bambini e persino dal Sert

A gestire lo spaccio sono i pusher nigeriani, protagonisti indiscussi sul mercato da oltre due anni. La tecnica con la quale, in molti casi, lo stupefacente viene ceduto dallo spacciatore al cliente è assai disgustosa. L’eroina, confezionata in dosi all’interno di palline termosaldate, è passata direttamente dalla bocca del pusher a quella del tossicodipendente, per nascondere la transazione da occhi indiscreti. Lo scorso anno, all’inizio di febbraio, con l’operazione «Black Station», il commissariato di Montecatini, diretto dal vicequestore Mara Ferasin, ha provveduto all’arresto di cinque spacciatori originari del paese africano, poi condannati, in tutto, a 33 anni di carcere.

Ad aprile, l’operazione «Black Spring», condotta dalla squadra mobile di Pistoia, diretta dal vicequestore Antonio Fusco, ha portato all’arresto di altri otto nigeriani, che agivano anche Pescia e Massa e Cozzile. Come ha ben sottolineato il questore vicario Gianpaolo Patruno «si tratta dell’ennesima operazione su Montecatini, che resta un focus acceso».  Lo stesso giorno, i carabinieri della Compagnia di Montecatini, allora diretta dal maggiore Enrico Vellucci, hanno annunciato l’arresto di sette persone, tre quali nigeriani, per spaccio di eroina e cocaina. E, a gennaio 2018, sempre in base all’intervento dei carabinieri, altri cinque pusher nigeriani, sorpresi in due distinte operazioni, sono finiti in carcere, con l’accusa di spaccio di marjiuana.

Lo scorso settembre, gli agenti del commissariato di Montecatini, nel parco di Villa Ankuri, a Massa e Cozzile, hanno arrestato uno spacciatore nigeriano. Grazie alla tac effettuata all’ospedale di Pescia, la polizia di Stato ha scoperto che l’uomo celava 350 dosi di eroina, sigillate dentro alcune bustine, nell’intestino.