di Daniele Bernardini Due fabbricati a uso alberghiero, le società di gestione di tre hotel, un tour operator con sedi a Roma e a Venezia, un appartamento di lusso al Kursaal, conti correnti e otto veicoli tra automobili di lusso e moto di grossa cilindrata. Ammonta a circa 10 milioni di euro il valore dei beni sequestrati a Francesco Rastelli, albergatore campano residente a Montecatini, dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Firenze, guidata dal capocentro Francesco Nannucci, primo dirigente della polizia di Stato. L’operazione è stata eseguita su disposizione del tribunale del capoluogo. L’imprenditore coinvolto nella procedura di sequestro è considerato vicino...

di Daniele Bernardini

Due fabbricati a uso alberghiero, le società di gestione di tre hotel, un tour operator con sedi a Roma e a Venezia, un appartamento di lusso al Kursaal, conti correnti e otto veicoli tra automobili di lusso e moto di grossa cilindrata. Ammonta a circa 10 milioni di euro il valore dei beni sequestrati a Francesco Rastelli, albergatore campano residente a Montecatini, dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Firenze, guidata dal capocentro Francesco Nannucci, primo dirigente della polizia di Stato. L’operazione è stata eseguita su disposizione del tribunale del capoluogo. L’imprenditore coinvolto nella procedura di sequestro è considerato vicino agli ambienti camorristici napoletani, in particolare al clan Formicola. Le società che facevano riferimento a Rastelli sono state affidate a un amministratore giudiziario. A Montecatini è stata sequestrata la gestione dell’Hotel Terme e Pellegrini in piazza del Popolo, la cui proprietà è del tutto estranea ai fatti. Stesso discorso per l’Hotel President, in corso Matteotti, gestito da Rastelli, ma non appartenente a lui. E’stata invece sequestrata la proprietà degli alberghi Le Fonti, in via San Francesco, e Medici, in via Montebello. Attraverso la partecipazione in due società, Rastelli controllava anche l’hotel Leonardo a Firenze, in via Guido Monaco, attualmente in liquidazione. Un sequestro del genere, in termini di immobili coinvolti, non era mai avvenuto a Montecatini. L’operazione, spiega la Dia, che non ha fornito il nome del destinatario del provvedimento, "ha permesso di dimostrare, oltre al profilo criminale dell’imprenditore, la sproporzione tra i redditi da lui dichiarati e il consistente patrimonio accumulato nel tempo, a lui riconducibile ma in parte fittiziamente intestato alla moglie e ai figli". Rastelli, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, ha riportato condanne irrevocabili per diversi reati, tra cui associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine,detenzione di armi, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e ricettazione. La Dia ricorda che, nel 2004, Rastelli risulta addirittura aver ospitato sotto falso nome un latitante di camorra in uno dei suoi alberghi. Per i reati legati alla vicenda che ha portato agli ultimi sequestri della Dia, Rastelli, dopo una condanna in Appello, era stato assolto in Cassazione per un motivo formale. Il tenente colonnello Edoardo Marzocchi, vicecapocentro della Direzione investigativa antimafia e ufficiale della guardia di finanza, caposettore delle investigazioni preventive, ha portato avanti insieme ai suoi collaboratori il nuovo intervento. Alla fine ha ottenuto il sequestro dei beni, dimostrando come interventi del genere possono ottenere risultati positivi nonostante le sentenze della magistratura. Il clan dei Formicola di San Giovanni a Teduccio, uscito vincente da una guerra che aveva insanguinato la provincia di Napoli tra il 1999 e il 2000, inizia a far parlare della sua presenza in città dopo un’operazione del Gico della guardia di finanza nel 2007, anche se il loro arrivo è stimato qualche anno prima. Purtroppo, il clan camorristico ha pensato di fare affari a Montecatini. La Direzione investigativa antimafia di Firenze continua a controllare con particolare attenzione alla città, realtà sempre a rischio per le infiltrazioni mafiose, soprattutto in un momento difficile come questo per l’economia locale.