Lo Scolmatore di Pontedera ha evitato che l'Arno facesse danni a Pisa (Lotti/Germogli)
Lo Scolmatore di Pontedera ha evitato che l'Arno facesse danni a Pisa (Lotti/Germogli)

Firenze, 18 novembre 2019 - Mentre la Toscana dichiara lo stato d'emergenza, dal Centro funzionale della stessa Regione arriva una nuova allerta meteo. Come se la domenica di paura e di esondazioni fosse già un lontano ricordo, e non storia di poche ore fa, è già il momento di guardare alle previsioni del tempo perché piove ancora e poco importa se si tratta di precipitazioni meno intense dei giorni scorsi: la loro incidenza è comunque alta, poiché i fiumi sono già rigonfi d'acqua e i terreni zuppi.  Secondo Confagricoltura Grosseto, tra terreni allagati e strutture andate perdute o danneggiate, la stima potrebbe essere superiore ai 3 milioni di euro solo per quel territorio e solo per il settore agricolo. “Siamo già pronti a fare una verifica più puntuale di quanto accaduto - spiega il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi -, ma dalle indicazioni che abbiamo i danni patiti supereranno i 3 milioni di euro e se accerteremo che non sussistono le condizioni per richiedere lo stato di calamità naturale, siamo pronti a bussare alla Regione Toscana per attivare interventi a sostegno delle imprese".

La nuova allerta gialla sarà valida fino alla mezzanotte di martedì, con piogge sparse più insistenti sul nord ovest, rinforzo dei venti di scirocco e mari molto mossi soprattutto sulla costa a sud di Livorno.

La mappa dell'allerta gialla valida per tutta la giornata di martedì 19 novembre 

Mentre per lunedì pomeriggio precipitazioni sparse generalmente deboli sono possibili su tutta la regione, più probabili e frequenti sul nord ovest, martedì sono attese ancora piogge sparse su tutto il territorio toscano, ma più probabili e frequenti sul nord-ovest, sull'Arcipelago, lungo la costa e le zone interne retrostanti. Non sono escluse perfino locali grandinate.

Per mercoledì è attesa una giornata di tregua anche se per il resto della settimana la tendenza non promette nulla di buono.

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Per quanto riguarda l'emergenza appena passata, la Protezione civile regionale fa il punto sulle diverse zone. Tutti gli idrometri dei fiumi e dei canali toscani al momento sono tornati in condizioni normali, sotto il primo livello di guardia. Solo l'Arno a Pisa e l'Ombrone a Grosseto sono scesi soltanto sotto il secondo livello di guardia e sono quindi sotto osservazione da parte dei servizi regionali.

Nell'area metropolitana di Firenze durante il massimo livello di piena di sono registrate inondazioni puntuali. La piena della Sieve ha interessato tutte le golene con alcune esondazioni alla confluenza dell'Arno in zona Selvapiana, a Vicchio e a Borgo San Lorenzo in località Sagginale. Per quanto riguarda l'Arno, allagamenti isolati sono stati registrati a Incisa nella zona del nuovo campo sportivo e alle Sieci con la relativa chiusura della strada statale 77 interessando per qualche centinaio di metri le abitazioni e il fronte strada. Già domenica sera la strada era stata riaperta. La Regione e il Comune si incontreranno per definire gli interventi necessari.

E domenica per la prima volta è entrata in funzione la cassa di espansione del Mensola, nel Comune di Firenze, realizzata con commissariamento regionale tramite il consorzio di bonifica e i cui lavori sono stati collaudati circa un anno fa. La cassa può invasare fino a mezzo milione di metri cubi delle acque del Mensola. La prima cassa di Figline, detta Pizziconi Uno, i cui lavori con commissariamento regionale si sono conclusi lo scorso anno (per un importo complessivo di 18 milioni), non ha avuto necessità di entrare in funzione perché rapportata al livello delle acque a Firenze, che non ha mai superato il limite dopo il quale la soglia fissa della cassa consente di invasare le acque dell Arno. L'invaso di Pizziconi Uno è dimensionato per raccogliere fino a 5 milioni di metri cubi. Il completamento del sistema delle casse di Figline, anch'esso attuato con intervento regionale, è in corso e si prevede la conclusione entro il 2023. E' prevista la realizzazione di quattro casse, per un volume complessivo di quasi 25 milioni di metri cubi.

In Provincia di Grosseto la situazione più complessa. I danni maggiori si sono registrati nella zona di Polverosa, in seguito alla tromba d'aria che ha interessato la zona di Polverosa all'alba di domenica. Interessata una decina di immobili, a tutt'ora i vigili del fuoco stanno lavorando per una prima messa in sicurezza dell'area, a difesa dell'incolumità pubblica. Si ricorda che in quella zona sono state evacuate in quella zona 44 famiglie che progressivamente stanno tornando alle loro abitazioni. La zona di Albinia interessata ai lavori effettuati dalla Regione Toscana non ha subito danni anche a fronte dell'esondazione del fiume verso l'argine remoto. E la stessa Regione fa sapere che, per quanto riguarda il completamento dei lavori della zona, la gara per la cassa di Camporegio - per un importo complessivo di 30 milioni - è in corso di svolgimento. L'avvio dei lavori è previsto per la prossima primavera. Registrate alcune esondazioni episodiche nel reticolo secondario senza particolari danni. Sulla zona a monte di Grosseto (Grosseto Camapagnatico,) sono state segnalate somme urgenze sul reticolo idraulico secondario. Risultano tuttora interrotte le strade provinciali 75, 79,94, 101,102,113,114,137. A Grosseto città risultano danni ad alcune scuole. Per quanto riguarda la piena transitata sull'Ombrone, al momento non si segnmalano criticità rilevanti. I consolidamneti arginali realizzati sul corso d'acqua dal 2010 ad oggi hanno garantito una gestione dell'emergenza senza preoccupazione di cedimento degli argini stessi. Nessuna criticità rilevante si è registrata sul Bruna, grazie anche agli inrerventi effettuta. Vengono segnalati danni con necessità di interventi di ripristino sulla vabilità secondaria.

Nel territorio di Siena le criticità piu rilevanti isi sono registrate nella zona dell'alta Valdelsa, dove la piena dell'Elsa ha interessato in particolar modo le aree tra Poggibonsi e San Gimignano: qui è stato necessario evacuare 13 persone. E' entrata in funzione la cassa di espansione in località Santa Giulia, a monte dell'abitato di Colle Valdelsa. Questa infrastruttura idraulica, completata pochi mesi fa, con un finanziamento regionale di 2,6 milioni e realizzata con il coordinamento del Genio civile regionale, ha ridotto sensibilmente il picco di piena dell'Elsa. Si sono registrate criticità dovute a smottamenti, insufficiente tenuta del reticolo minore, strade temporaneamente interrotte nei comuni di Montalcino,Monteroni d'Arbia, Sovicille, Siena, Pienza e Castiglione d'Orcia, Piancastagnaio. Si registra infine l'assenza di criticità in località Buonconvento,dove la risposta dei nuovi interventi realizzati a seguito degli eventi del 2015 ha consentito una mitigazione significativa del rischio idraulico.

Ad Arezzo non si sono registrate criticità significative sui corsi d'acqua. Ci sono segnalazioni di famiglie evacuate a causa di abitazioni interessate da frane e smottamenti nei comuni di Loro Ciuffenna e Laterina-Pergine Valdarno. Confermato il corretto funzionamento degli invasi di La Penna e Levane che hanno rilasciato soltanto l'acqua in ingresso ai due invasi con un comportamento che i tecnici definiscono "corretto".

 La provincia di Pistoia è stata interessata dal maltempo di domenica soprattutto a causa di strade interrotte per frane e smottamenti, criticità sul reticolo minore, insufficienza del sistema di drenaggio urbano della città di Pistoia. I comuni interessati, oltre a quelli della Piana come Quarrata e Agliana, al momento sono quelli di Pescia e Serravalle. Per quanto riguarda l'Ombrone, non ha evidenziato rilevanti criticità, anche grazie alla cassa di espansione della Querciola, realizzata recentemente col coordinamento della Regione tramite il Consorzio di bonifica, che ha mitigato la piena. Oltre alla Querciola hanno dato il loro contributo gli ulteriori interventi realizzati, quali quelli di Ponte a Tigliano, oltre a quelli fatti sul reticolo secondario.

Pur in presenza di precipitazioni meno intense, anche nelle province di Lucca e Massa-Carrara si sono registrate alcune criticità. Nel comune di Zeri è stata interrotta la provinciale 37 a causa di una frana. In Lucchesia frane sono state registrate nei comuni di Fosciandora e Barga, oltre all'interruzione delle strade provinciali 20 e 31.

La piena del fiume Bisenzio, nella piana fiorentina, è stata completamente contenuta all'interno dell'alveo. Problemi si sono registrati in parte dei reticolo minore, che non riusciva a scaricare nel fiume principale a causa del contemporaneo transito della piena, come verificatosi ad esempio a San Mauro a Signa con il fosso Macinante. Problemi sul reticolo minore e alcune frane e smottamenti si sono registrati anche nei comuni di Poggio a Caiano e Prato. E' entrata in funzione la cassa di espansione sul fosso Vicarello, realizzata dal Consorzio di bonifica con i contributi regionali.

Sono rientrate nelle proprie abitazioni gran parte delle 500 persone evacuate a Cecina (Livorno). La piena del fiume Cecina non ha provocato danni alla città, mentre esondazioni si sono verificate nella parte alta del bacino senza provocare significativi danni a persone o cose. Non è entrata in funzione la cassa di espansione a soglia fissa di Steccaia, dimensionata per mitigare eventi più severi di quello registrato nella giornata di domenica. Nella città di Livorno non si sono registrati problemi anche grazie ai recenti lavori effettuati dopo l'alluvione del settembre 2017.