Massa Carrara, 18 febbraio 2014 - Sono coinvolti anche imprenditori, professionisti e aziende che operano a Massa Carrara nell’indagine su un presunto traffico di rifiuti tra la Toscana e il Piemonte coordinata dalla Procura di Firenze e condotta da Corpo Forestale e Arpat. L’hanno chiamata “Operazione 500” e ha portato alla denuncia di 11 persone, al sequestro di cinque siti di stoccaggio (tra cui un impianto a Pallerone di Aulla, gli altri nel Mugello e nelle province di Prato e Biella) contenenti 5000 tonnellate di rifiuti.

I sequestri sono stati eseguiti all’alba di ieri e in contemporanea sono state svolte venti perquisizioni in varie località, comprese le sedi delle ditte apuane e le abitazioni o gli uffici di persone coinvolte. Il rifiuto in questione è il “polverino 500 mesh”, residuo di lavorazione che avrebbe dovuto essere smaltito come rifiuto e che invece, secondo l’accusa, sarebbe stato venduto come sottoprodotto. Al centro dell’inchiesta le polveri derivanti dall’impianto — da ieri sotto sequestro — della Med Link con sede nell’area di Pallerone 2000, ad Aulla, società legata al gruppo Gma Garnet.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Gma commercializza sabbie abrasive per taglio e finitura di metalli, vetro e pietra ma ritira anche i rifiuti generati dall’utilizzo di tali sabbie. Questi rifiuti venivano lavorati dall’impianto Med Link, ricavandone sia materie prime che, di nuovo, rifiuti. Al termine della lavorazione restava, insomma, uno scarto, in particolare una sabbia finissima chiamata Gmr 500 Mesh, polveri derivanti dall’impianto di abbattimento a filtri a manica con concentrazioni molto elevate di alcuni metalli pesanti (piombo, rame, nichel, cromo etc). Invece di essere smaltito come rifiuto, con alti costi, il polverino 500 mesh sarebbe stato rivenduto, a prezzi bassissimi, come “prodotto” a varie ditte sia in Toscana che in Piemonte. Il vantaggio stava soprattutto nella mancata spesa per lo smaltimento. Gli inquirenti hanno stimato un guadagno illecito per circa 1,2 milioni.

Tra le persone denunciate c’è il carrarese Renato Iardella, 67 anni, in qualità di consulente ambientale della Med Link: avrebbe reso possibile il traffico di polverino 500 mesh, in concorso con altri, fornendo la sua consulenza professionale; perquisita anche la sede del suo studio tecnico, la Esa srl, in via Massa Avenza a Carrara. Denunciato Pietro Raciti, 70 anni, residente a Viareggio, presidente e amministratore unico della Med Link di Aulla e rappresentante fiscale in Italia della ditta Gma Garnet con uffici anche presso la Med Link: è accusato di aver organizzato in concorso con altri il traffico di polverino 500 mesh. Ancora, denunciato Luca Farinelli, 27 anni, residente a Camporgiano, amministratore unico della ditta La Service srl con sede in via Frassina ad Avenza: è accusato di gestione di rifiuti non autorizzata, per aver stoccato dei big bags di polverino 500 mesh che ieri sono stati posti sotto sequestro.

L'indagine è partita dal ritrovamento di circa 1300 tonnellate di rifiuto contenute in big bags stoccati in una cava dismessa a Paterno, nel Mugello. Il materiale, polverino 500 mesh, sarebbe risultato provenire dall’attività di recupero rifiuti dell’impianto Med Link di Aulla. L’indagine riguarda l’attività di vendita del polverino dal 2011 ad oggi.

Gli altri denunciati sono Grassi Moreno, amministratore della ditta Grassi snc di Grassi Servizi srl di Baciacavallo, a Prato; Fabrizio Franchi e Laura Germinara, entrambi in qualità di commissario giudiziale della ditta Grassi snc; Sabrina Bozzola, come presidente del cda della Sasil spa di Brusnengo (Biella); Lanciotto Ottaviani, rappresentante della Commerciale Vaglia srl di Vaglia, località Paterno, a Firenze; Tullia Ottaviani, in qualità di liquidatore della Industriale Vaglia srl in liquidazione; Andrea Spignoli, commissario giudiziale della società Industriale Vaglia srl in liquidazione; Nino di Matteo, rappresentante della società Produrre Pulito spa con sede a Sesto Fiorentino.

Anna Pucci