Carrara, 29 maggio 2018 - Ci sono volute quattro ore all’Apuania Carrara tennis tavolo per piegare la resistenza del Milano e cucirsi sulla maglia lo scudetto numero quattro. Palazzetto di Avenza gremito per la gara di ritorno della finale play off di A1: bandiere, tamburi, incitamenti, grande tifo incessante e alla fine la gioia che esplode alle 21.30 di un sabato sera da non poter dimenticare facilmente.

Incontri spettacolari e avvincenti, molto tirati e combattuti, il gioco accompagnato da lunghi silenzi dove non volano neppure gli insetti, e poi il pubblico (presente anche una nutrita rappresentanza milanese) che esulta ad ogni punto dei propri beniamini, nonostante il caldo non conceda tregua. Il primo ad incrociare le racchette al tavolo è Mihai Bobocica che batte il cinese Guo Ze 3-1 (12-14, 11-7, 11-7, 11-3) che resiste per un solo set. Poi è Said Ismailov che si sbarazza di uno scomodo Matteo Mutti per 3-2 (11-9, 9-11, 11-8, 9-11, 11-7). Sul 2-0 la partita si mette bene ma i milanesi non sono mai da sottovalutare e da Leonardo Mutti, che supera Mattia Crotti 1-3 (9-11, 9-11, 11-2, 8-11) arriva il punto dei lombardi.

A ripristinare le distanze ci pensa uno scatenato Ismailov che sconfigge Guo Ze 3-1 (11-5, 6-11, 11-5, 11-6) e dopo 3 ore di gioco assicura ai suoi almeno la certezza del pareggio. Ai carraresi manca solo un punto ma ci sono anche i fantasmi della gara di andata quando, in vantaggio 1-3 a Milano, l’Apuania è stata raggiunta sul 3-3. L’incontro successivo oppone Bobocica a Leonardo Mutti: in tribuna si soffre e si incoraggia, ad un certo punto il milanese sembra farcela (1-2) ma poi l’atleta azzurro tira fuori la sua classe, batte l’avversario 3-2 (11-8, 8-11, 7-11, 14-12, 11-7), si conferma il migliore giocatore del campionato e firma il 4-1 definitivo che regala a Carrara il titolo di campione d’Italia. In campo e in tribuna esplode la gioia, quindi la premiazione, con il vicepresidente della Fitet (la federazione del tennis tavolo) Carlo Borello che consegna ai vincitori la grande coppa e gli scudetti da appuntarsi sulla maglia. Maurizio Munda