Carrara, 7 marzo 2018 - Una campagna elettorale sotto traccia, con big del partito, comizi e incontri concentrati Oltrefoce. Non ha ancora una sede né una struttura, non ha un rappresentante in consiglio, ma è comunque riuscita a raccogliere il 20 per cento dei consensi attestandosi come il secondo partito della città. Stiamo parlando della Lega che, forte degli oltre 6mila voti raccolti nella roccaforte rossa, ribadendo il successo nazionale, adesso è già al lavoro per una struttura istituzionale che consolidi ancora di più il partito. L’impegno è di Andrea Cella, il coordinatore provinciale che dopo Massa adesso punta a mettere la bandierina anche su Carrara. «La campagna elettorale su Carrara – spiega Cella – è stata dettata dalla mancanza di fondi. Non abbiamo finanziamenti esterni per cui risulta difficile un’organizzazione strutturata. Certo dopo il successo delle urne cercheremo di dotarci di una sede e appena arrivano le nuove regole del partito punteremo a un congresso. Sono state numerose in questi tempi le persone che si sono avvicinate chiedendo di diventare militanti. Presto provvederemo al tesseramento».

Chi è l’elettorato carrarese di Salvini?

«Si tratta di persone senza lavoro, persone deluse dalla sinistra, dal sistema delle clientele, persone che confidano in noi per avere maggiore equità sociale. Tanti che votavano a sinistra e sono rimasti delusi dall’idea romantica della sinistra che non esiste più».

Come mai Carrara è arrivata ultima nel risiko della Lega?

«Perché qui abbiamo più difficoltà: persone ostili che altrove non ci sono. Nonostante il forte consenso, finora abbiamo avuto episodi vandalici alla sede. Poi a Carrara più che altrove è forte il movimento di Grillo che intercetta il malcontento».

Gli oltre 6mila voti da dove arrivano?


«Abbiamo raccolto il consenso di chi non andava più a votare, di chi era deluso dalla politica e che adesso ha trovato in noi qualcosa in cui credere, ma una buona fetta deriva anche dai 5 stelle, che di fatti non sono cresciuti, da coloro che sono rimasti delusi dall’immobilismo dell’amministrazione comunale che doveva interpretare quel cambiamento che finora non c’è stato».

E adesso...

«Adesso abbiamo una grande responsabilità: siamo carichi di entusiasmo e vogliamo rispondere alle esigenze di chi ha riposto su di noi la fiducia. Non possiamo deluderli. Ci organizzaremo per avere posti anche a palazzo civico».