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«Credito alle aziende e tasse giù Il digitale, risorsa importante»

La ricetta di Confartigianato per incrementare l’occupazione 

Ultimo aggiornamento il 9 febbraio 2018 alle 13:49
Artigianato

Carrara, 9 febbraio 2018 - «Promesse fattibili e non sogni. Interventi su formazione, accessibilità al credito e riduzione della pressione fiscale». I politici promettono, Confartigianato li mette in riga e chiede aiuti concreti a chi sta lottando per andare in Parlamento. Il segretario generale Gabriele Mascardi scrive una sorta di lettera ai nostri candidati raccontando quelli che i piccoli imprenditori si aspettano da loro. «Cari candidati della nostra provincia, non abbiamo bisogno di effetti speciali, promesse e annunci che rischiano di deluderci con brutte sorprese. Meglio rimanere con i piedi per terra e osservare la realtà. L’Italia ha 4,3 milioni di piccole imprese, il 99,4 per cento del tessuto produttivo, che danno lavoro a 10,6 milioni di addetti, il 65,3% degli occupati. Ecco perché le piccole imprese sono l’Italia. E allora: ripartiamo dalle piccole imprese. Ripartiamo dal valore artigiano che unisce la storia, la cultura, l’economia del Paese, che lega la tradizione manifatturiera con il futuro dell’innovazione tecnologica. Costruiamo un Paese ‘a misura’ di piccola impresa: con leggi semplici e chiare, con un fiscoleggero, un credito orientato alla competitività ed incentivi all’innovazione digitale, con una formazione che unisca scuola e lavoro, il sapere e il saper fare. Ripartiamo da una nuova legge per regolamentare la rappresentanza, dalla legge annuale delle Mpmi che allinei tutte le misure di politica economica e sociale al principio europeo ‘Pensare innanzitutto al piccolo’, da una nuova legge quadro sull’artigianato che superi vincoli di settore, dimensione e professione».

«L’Italia – prosegue – del 2018-2023 potrà essere ancora un grande Paese europeo e occidentale, dentro l’Unione Europea e dentro l’Euro, se e soltanto se: il PIL riprenderà a crescere a ritmi più sostenuti rispetto ai competitor, trainato da innovazione tecnologica, esportazioni, consumi interni, il debito pubblico verrà riportato sotto controllo, aumentando l’efficienza della pubblica amministrazione centrale e decentrata, con una giustizia civile e penale funzionante l’assetto dei poteri tra Stato e territorio verrà riequilibrato, riducendo il divario NordSud e rendendo l’ambiente amministrativo e istituzionale più efficiente».

«Le 5 proposte – conclude – di Confartigianato “per tornare a crescere”: ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema tributario per rendere più competitivo il Paese; favorire l’accesso al credito delle imprese; sostenere la crescita e la competitività; proseguire e migliorare gli interventi per il lavoro e la formazione; costruire un percorso di successo per impresa 4.0 e l’utilizzo del digitale».

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