Violenze sui bambini
Violenze sui bambini

Massa, 16 aprile 2019 - L’orco viveva nella stanza accanto. Approfittava di lei quanto la mamma era fuori a fare la spesa oppure si intrufolava nel suo letto nottetempo. E lei in quelle occasioni non aveva nemmeno la forza di urlare, di reagire, paralizzata da paura e vergogna quando sentiva addosso le mani del padre.

Anche se è veramente difficile definire come tale chi per anni ha commesso abusi sessuali sulla figlia appena 12enne, come l’uomo finito alla sbarra quando la sua turpe storia è venuta alla luce dalle confidenze fatte dalla ragazzina alle compagne di classe.

Alla fine la giustizia gli ha presentato un conto pesante: sette anni di carcere nella sentenza emessa ieri dal collegio del tribunale di Massa (presidente Augusto Lama, a latere Valentina Prudente e Fulvio Biasotti), tanti quanti ne aveva richiesti il pubblico ministero Alessandra Conforti. Non andrà in carcere, almeno per ora: in tal senso non sono arrivate infatti richieste da parte della procura. Se ne riparlerà quando (e se) la sentenza diventerà definitiva.

Omettiamo di riportare il nome del condannato unicamente a tutela dell’identità della figlia vittima delle sue morbose attenzioni, andate avanti per mesi, quando aveva l’occasione di trovarsi in casa da solo con lei o entrava nella sua camera da letto di notte. Poco cambia se non abbia mai consumato rapporti lei, ma si sia «limitato» a contatti morbosi. Sempre di violenza si tratta, commessa sulla figlia di soli 12 anni rimasta ferita dell’anima prima ancora che nel corpo, come un po’ alla volta hanno notato le compagne di scuola delle medie. Dal suo volto era sparito quel sorriso sempre radioso, ora aveva gli occhi tristi, era chiusa e taciturna.

Sono state proprio le amichette a raccogliere fra i banchi di scuola le prime confidenze della compagna su quanto accadeva a casa, su come da tempo il padre abusasse di lei. A loro volta ne hanno parlato alle insegnanti e alla madre che, come prima reazione, ha cacciato di casa il marito, poi arrestato in seguito alla denuncia presentata contro per violenza sessuale su minore.

Nel frattempo è tornato libero ma col divieto assoluto di riavvicinarsi alla famiglia. La ragazzina ha avuto la forza di raccontare cosa era accaduto anche in sede di incidente probatorio davanti ai giudici, in un’udienza protetta alla presenza delle psicologhe data la tenerissima ertà della vittima e la particolare gravità della situazione. «L’abbiamo vista cambiata» hanno raccontato poi le insegnanti in aula durante il processo, concluso ieri con la condanna del padre-orco a sette anni di carcere.