Via all’inchiesta su Cava Fornace . Regione: sì al confronto pubblico sul riempimento della discarica

Il dibattito procederà insieme all’iter autorizzativo avviato su richiesta della ‘Programma Ambiente Apuane’. Previsto il completamento oltre quota +43 dell’impianto per rifiuti speciali non pericolosi fino a quota +98. .

Via all’inchiesta su Cava Fornace . Regione: sì al confronto pubblico sul riempimento della discarica

Via all’inchiesta su Cava Fornace . Regione: sì al confronto pubblico sul riempimento della discarica

Alla fine la Regione Toscana ha ceduto alle pressioni istituzionali e non che sono arrivate sul tavolo di Firenze: la richiesta della società Programma Ambiente Apuane di proseguire il riempimento della discarica ex Cava Fornace oltre quota +43 metri dovrà passare anche dall’inchiesta pubblica. Procedura che, comunque, non dovrà interferire con i tempi previsti per il Paur, ossia il procedimento autorizzatorio unico regionale, già partito e in fase di osservazioni alle quali lo stesso gestore della discarica dovrà rispondere.

Due iter in parallelo, quindi, ma con l’inchiesta pubblica che certo richiederà attenzione e confronto senza scontri e già questo non sarà facile. D’altronde le richieste erano arrivate da più parti, compreso il Comune di Massa attraverso un documento firmato dal sindaco Francesco Persiani e anticipato da La Nazione. La procedura di Paur era partita a gennaio coinvolgendo in prima battuta in particolare i due comuni di Montignoso e Pietrasanta, dove sorge la discarica, per ottenere il via libera al progetto che prevede il completamento oltre la quota +43 della discarica per rifiuti speciali non pericolosi fino a quota +98. Un piano che comporta un investimento economico pari a circa 14,3 milioni di euro di cui un costo per opere attorno ai 10,7 milioni. Il procedimento comprende anche la Valutazione di incidenza ambientale Vinca sui siti Anpil (aree Naturali Protette di interesse Locale) e in particolare il Lago di Porta. Tantissime le osservazioni arrivate nei tempi previsti dal territorio compresi i pareri delle istituzioni coinvolte. Ma soprattutto la richiesta di inchiesta pubblica è stata formulata dai due Comuni coinvolti, poi Massa e Forte dei Marmi, poi Italia Nostra, Comitato Contro la Discarica, Comitato Indipendente per la Trasparenza, l’Informazione e la Partecipazione, Comitato Strettoia, Difesa e Sviluppo del Territorio, Gruppo Intervento Giuridico Presidio Apuane, Adic, Acqua alla gola Massa, Amici della Terra, Legambiente, Wwf, Il Comitato Volontario dei Cittadini Custodi della Ceragiola, Elaia SlowFood Terre Medicee Apuane.

Richieste che la Regione non ha potuto ignorare anche se un’inchiesta pubblica in realtà era già stata fatta sul sito, conclusa nel 2009. Cosa che Programma Ambiente Apuane ha fatto presente a Firenze ma per la Regione si parla di troppo tempo, "oltre 14 anni fa" e quindi ha ritenuto che "lo strumento più efficace per garantire un’ampia partecipazione del pubblico e consentire il coinvolgimento del territorio interessato dal progetto oggetto del procedimento sia lo svolgimento di una Inchiesta pubblica". I costi, peraltro, saranno tutti a carico del gestore della discarica. Già nominato anche il presidente dell’inchiesta: sarà l’architetta Ottavia Cardillo. Ci saranno altri due commissari per l’inchiesta, uno scelto dal gestore e uno scelto da tutte le altre parti coinvolte.