"Una città davvero inclusiva". Le barriere ancora da abbattere

Una lettera del consigliere comunale Pd Nicola Marchetti per far riflettere sull’attenzione per i disabili "Necessaria una educazione civica sull’argomento come fa l’Unione italiana ciechi e ipovedenti".

Disabilità, inclusione e diversità. Sono i temi affrontati dal consigliere comunale del Pd Nicola Marchetti, leader della mozione Schlein all’ultimo congresso, in una ‘lettera di intenti’ per il 2024 nella quale individua le sue priorità per sociale e cultura. Marchetti sottolinea come disabilità, inclusione e diversità non siano questioni private e la sua lettera si apre con il titolo ‘La città che stiamo diventando’.

"In campagna elettorale o in occasione di specifiche giornate, i temi della disabilità, della diversità o dell’inclusione vengono affrontati proferendo parole utili solo ad assolvere l’anima di chi le recita – spiega Marchetti – e non credo sia il modo giusto per affrontarle. Il pietismo e la volontà assistenziale prevale sulla necessità di eliminare le barriere sociali, economiche, lavorative e, quindi, non solo architettoniche, che ci circondano. È un’urgenza civile quella di cui mi faccio portavoce: noi disabili siamo stufi di essere sbandierati e pretendiamo rispetto ogni giorno, non solo perché lo imporrebbe l’articolo 3 della Costituzione".

Nella lettera spazio anche per alcune riflessioni sui sistemi di segnalazione audio sui mezzi pubblici. "A noi disabili visivi piace un sacco il fatto che negli autobus di ultima generazione sia annunciata la fermata successiva – prosegue – oppure che prima di salire, si sappia la destinazione. Ma non possiamo che sollecitare chi debba accendere questo servizio. Nonostante gli input di Autolinee Toscane, questa direttiva inclusiva viene ignorata, oppure l’audio viene ridotto ai minimi termini. Spiace dire queste cose, tanto quanto ascoltare le scuse improvvisate di chi parcheggia sugli stalli gialli senza averne titolo e improvvisa scuse analoghe ad uno studente impreparato. Credo sia necessaria un’educazione civica sull’argomento come fa l’Unione italiana ciechi e ipovedenti locale, che realizza progetti per il braille nelle scuole elementari oppure iniziative come la Carrozzabile del mio amico Nicola Codega che sensibilizza centinaia di alunni delle scuole primarie".

"La disabilità – continua Marchetti – non è un altro universo ma esattamente lo stesso in cui viviamo tutti e il tema lo potremo dare per scontato solo quando ognuno di noi lo considererà prioritario e non strumentale al consenso momentaneo". Nel documento il pensiero sulla città che verrà, la speranza di un salto di qualità per ogni disabile anche con il Piano di eliminazione barriere architettoniche.

"La città che stiamo diventando è un dispositivo culturale creato con l’idea di raccontare la metropoli di New York – sostiene Marchetti – inizialmente attraverso l’illustrazione e divenuto una piattaforma di critica sociale e politica, un balcone affacciato sulla percezione di sé che ha la città e su come essa viene vista; mi piace questo titolo e spero che nell’anno che verrà si riesca, a Carrara, nella costruizione di una mentalità diversa e necessaria per uscire dalla disumanità. Ho avuto occasione di parlare con l’architetto Demi, incaricato di progettare i Peba per il Comune di Carrara. Parlerò con lui di percorsi sensoriali nelle strutture pubbliche, delle strategie di urbanistica tattica ad alzo zero e di realizzazione di stabili domotici e stalli interattivi, utili e facili per tutti. Queste saranno le basi per una vera rivoluzione culturale su un tema urgente, troppo spesso in passato reputato secondario".

Daniele Rosi